Giannini vota Lecce: «Salvezza? Si può»


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LECCE – «Dalla gara persa a Roma nei minuti di recupero in poi, ho visto molte delle partite disputate dal Lecce e mi ha sempre fatto una buona impressione, anche quando i risultati non sono stati quelli sperati. Pertanto, nonostante l’undici allenato da Roberto D’Aversa stia attraversando un periodo delicato, resto ottimista sulle chance di salvezza dei salentini».

Ad infondere fiducia all’ambiente giallorosso, un tantino avvilito per avere visto ridursi a due sole lunghezze il vantaggio rispetto alla zona retrocessione, è l’ex Giuseppe Giannini, che aggiunge: «Federico Baschirotto e compagni battano l’Hellas Verona domenica prossima ed il futuro sarà più sereno. Nessuno pensi, però, che il cammino possa diventare facile perché la classifica è cortissima e quasi tutte le compagini attualmente coinvolte resteranno in bilico sino agli ultimi 180 o addirittura 90 minuti. Del resto, in serie A, il Lecce è stato sempre abituato a soffrire».

La sfida interna con il Verona si preannuncia complicata. Nell’ultimo turno, l’Hellas, battendo il Sassuolo, ha rosicchiato due punti a Ylber Ramadani e soci, portandosi a -2. «Pur avendo dovuto cedere diversi pezzi pregiati della rosa nel mercato di gennaio, gli scaligeri non hanno mollato e danno l’impressione di avere trovato la giusta quadratura – nota il “Principe”, com’era soprannominato Giannini quando era il capitano della Roma -. Pertanto, saranno avversari temibilissimi. I salentini, però, giocheranno in casa, dove hanno conquistato la maggior parte del bottino sin qui raggranellato. Avendo indossando la maglia del Lecce, so quale spinta sia in grado di assicurare il pubblico del “Via del Mare”. Bisognerà sfruttarla per gettare il cuore oltre l’ostacolo e superare il Verona, mettendoci tutto, dalle risorse di carattere tecnico-tattiche a quelle temperamentali. Certi match bisogna vincerli, poco conta in che modo».

Per uno strano scherzo del caso, il team salentino è chiamato a giocare la gara-chiave dell’annata agonistica contro lo schieramento diretto da Marco Baroni, il trainer che ha guidato i giallorossi nelle ultime due stagioni, prima alla promozione dalla B alla A e poi alla permanenza in massima serie. «La storia del calcio è ricca di questi intrecci – nota Giannini, che nel Salento ha disputato la seconda parte del campionato 1997/1998 e quello 1998/1999, culminato con il salto di categoria dalla B alla A, e che ha allenato il Verona per un breve periodo nel 2010 -. Il trainer toscano si sta dimostrando un bravo allenatore e l’Hellas è una formazione che merita il massimo rispetto. Il Lecce, però, dovrà imporsi».

Il club presieduto da Saverio Sticchi Damiani è reduce dall’1-1 ottenuto a Frosinone, che ha suscitato molte critiche da parte degli addetti ai lavori e di una frangia della tifoseria, soprattutto perché è stato molto tribolato ed è arrivato dopo una prova che non ha convinto: «Tra le compagini pericolanti, il Frosinone è quella che ha fatto meglio nei confronti interni. Quindi, il test era da considerare difficile ed il punto strappato è stato utilissimo. Che poi il Lecce debba riuscire a gestire meglio alcuni momenti di ogni singola sfida e che debba essere più lucido in certe letture del gioco lo ha ammesso lo stesso D’Aversa, che sa il fatto suo. I giallorossi raggiungeranno la salvezza solo se l’intero ambiente resterà compatto. Le fibrillazioni aiutano chi fa la corsa sui salentini».

Anche a Frosinone, come troppe volte è accaduto in questa stagione, Wladimiro Falcone ha subito gol sugli sviluppi di palla inattiva: «Un po’ probabilmente dipende dalle caratteristiche degli esterni di difesa Antonino Gallo e Valentin Gendrey, che non sono altissimi e quindi concedono qualcosa quando sono chiamati a staccare sul secondo palo. Ma probabilmente esiste anche un problema di attenzione, di concentrazione. In serie A devono essere sempre al top, altrimenti i rivali sanno come approfittarne».

Giannini sposta l’obiettivo sulla fase difensiva: «Negli ultimi tempi il Lecce ha commesso qualche errore di troppo. Deve ritrovare solidità. In avanti, invece, dispone di elementi veloci e sguscianti. Inoltre, il centravanti Nikola Kstovic ha “fame”, scaltrezza e buone doti tecniche. Il montenegrino può fare strada».

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www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-03-06 15:22:56 da


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