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Attivisti per il clima ancora in azione. Questa volta il bersaglio è stata la Basilica di San Marco a Venezia. Con un paio di estintori hanno lanciato contro le mura della chiesa del liquido misto a fango, esponendo poi uno striscione con lo slogan “fondo riparazione”.
Hanno imbrattato l’esterno della Basilica nel corso di un’azione che hanno definito “un allarme anti-incendio“. Alcune persone li hanno presi di mira, contestando questa forma di proteste per il clima. Sul posto sono arrivati gli agenti della Digos.
Gran parte del liquido, una miscela di acqua e argilla, è stato lavato dagli addetti alla manutenzione della chiesa. I dimostranti hanno imbrattato la facciata sud del monumento e il colonnato della Basilica. In tutto sono stati cinque gli attivisti che hanno dato il via al blitz; altri tre si sono aggiunti esponendo poi gli striscioni arancioni con la richiesta di istituire “un fondo permanente di riparazione”, da utilizzare nella ricostruzione delle città colpite da fenomeni atmosferici estremi.
Sei attivisti si trovano nella questura di Venezia dopo essere stati fermati dalla Digos. Non si conosce, al momento, la loro identità e la città di residenza.
Gli investigatori avrebbero sequestrato del materiale in possesso agli imbrattatori, tra cui alcuni estintori. I vigili, nel frattempo, sono impegnati nel sopraluogo alla Basilica per valutare l’entità dei danni e per accertare il componente usato per la dimostrazione.
Dure le parole di condanna dell’azione da parte del proto della Basilica di San Marco, l’architetto Mario Piana, arrivato sul posto pochi istanti dopo l’inizio del blitz.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-07 13:46:00 da

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