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ROMA «In trent’anni di presenza stabile sul territorio laziale, hanno maturato la capacità di integrarsi in maniera organizzata e strutturata con gruppi di criminalità autoctona», in un collaudato sistema capace di «individuare gli obiettivi da aggredire ed al tempo stesso di assorbire sovrapposizioni, tensioni e frizioni». Così i sodalizi di camorra, ‘ndrangheta, e cosa nostra sono stati in grado perseguire nel Lazio e a Roma, nello specifico, i propri interessi illeciti, «in alcuni casi anche mediante la creazione di articolazioni di proprie strutture criminali, interagendo con gruppi autoctoni e formazioni straniere, riconducibili alle cosiddette mafie etniche, in progressiva evoluzione e adattamento». Il quadro è tracciato all’interno della relazione della Dia riferita all’attività svolta nel…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-06-02 11:00:00 da Redazione Corriere
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