i tempi per trasformarlo in realtà, costi e dettagli di un nosocomio da oltre 600 posti letto a Taggia (Video) – Lavocediimperia.it

i tempi per trasformarlo in realtà, costi e dettagli di un nosocomio da oltre 600 posti letto a Taggia (Video) – Lavocediimperia.it


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i tempi per trasformarlo in realtà, costi e dettagli di un nosocomio da oltre 600 posti letto a Taggia (Video) – Lavocediimperia.it

E’ impossibile, al momento, anche soltanto azzardare i tempi per trasformare da speranza in realtà l’idea dell’ospedale unico (o nuovo) nella piana di Taggia, malgrado siano già trascorsi vent’anni da quando si è iniziato a parlarne. Ma oggi si (ri)parte da almeno due certezze: l’impegno procedurale per il primo step, cioè l’avvio dell’iter per arrivare alla progettazione definitiva, e l’accantonamento dei fondi necessari, senz’altro l’aspetto fondamentale. “Ci sono 371 milioni di provenienza Inail – conferma Silvio Falco, il commissario straordinario nominato dalla Regione, in carica da tre mesi, protagonista della nuova puntata del format ‘L’intervista’ – Circa 20 milioni saranno assorbiti dalla progettazione, la quale sarà affidata con una gara europea che mi auguro di far partire prima dell’estate, mentre per gli espropri necessari la stima iniziale è intorno a 15 milioni. Tutto il 2025 se ne andrà per la fase preliminare e nel 2026 dovremmo avere in mano il progetto, dopo valutazioni dei concorrenti e aggiudicazione, con cui poter avviare la Conferenza dei servizi. E nel 2027 si dovrebbe concretizzare la fase degli espropri, circa 150 su 350 particelle catastali complessive (distribuite in un’area di 13 ettari), riunendo quindi molte parti private, e considerandone una quarantina demaniali e comunali. Inoltre, è già stato attivato un ulteriore finanziamento di 37 milioni per attrezzare l’ospedale (si arriva così a 408 milioni -ndr). Che non definirei unico, perché sostituirà quelli di Sanremo e Imperia ma resterà il Saint Charles di Bordighera, piuttosto nuovo grande ospedale del Ponente ligure”.

Falco entra poi nei dettagli del piano, a cominciare dai 618 posti letto previsti, molti di più della somma di quelli disponibili oggi al “Borea” e al nosocomio del capoluogo provinciale (circa 450 in tutto mal contati), e immaginando che un moderno polo sanitario, con tecnologia all’avanguardia, possa finalmente attirare professionisti di valore che oggi snobbano la sanità pubblica imperiese. Ma sui tempi di realizzazione non può sbilanciarsi: “Impossibile farlo allo stato attuale. Posso soltanto dire che per la mia esperienza, soprattutto in Piemonte, l’iter di costruzione di un nuovo ospedale può oscillare tra 10 e 15 anni. Tenuto conto che i primi atti concreti risalgono al 2021 (con l’individuazione dell’area, dal punto di vista urbanistico – ndr), penso che l’ultimazione dell’opera sia proiettabile verso la fine del 2030”. 

Infine, chiarisce le reali ragioni che alle porte dell’estate 2022 l’avevano spinto a dimettersi da direttore generale dell’Asl 1 Imperiese, per contrasti con l’allora governatore Giovanni Toti: “Forse l’unico rammarico è quello di non essere riuscito a trovare un punto di equilibrio con lui su come si sarebbe dovuta sviluppare la gestione privata dell’ospedale di Bordighera, perché ritenevo superati i dati su cui si basava il progetto, in quanto risalenti al 2015 mentre nel frattempo il mondo era cambiato, anche a causa del Covid. Poi, comunque, con Toti ci siamo chiariti e lasciati senza acredine”.



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