Il caso Coldplay ripropone la lotta al ‘secondary ticketing’

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Il ‘secondary ticketing’, ovvero la rivendita dei biglietti acquistati e subito esauriti per grandi eventi sportivi o musicali, riportato in questi giorni alla ribalta delle cronache e delle proteste social dalla corsa al biglietto per il concerto dei Coldplay nel prossimo anno a Roma, corsa finita appena dopo essere iniziata, “è un fenomeno difficilissimo da contrastare, anche perché quello che una volta era il tradizionale ‘bagarinaggio’ ora si è trasferito online”, afferma Carlo Parodi, presidente di AssoMusica, intervistato dalla AdnKronos.

“Si tratta di un fenomeno che oramai conosciamo da diversi anni, solo momentaneamente attutito dalla crisi per il Covid. Certo è che le nuove normative create come azione di contrasto non sono servite a nulla, l’evidenza è sotto gli occhi di tutti – osserva Parodi – La nominalità sul biglietto del concerto non è riuscita ad attenuare il fenomeno, provocando invece un aumento dei costi e lunghe code all’accesso del pubblico”.

Per Parodi, “le attività delle autorità di controllo devono continuare e anzi aumentare, soprattutto con strumenti tecnologici adeguati, perché non appena si abbassa la guardia il fenomeno riemerge più forte di prima, con conseguenti danni di immagine se non di incassi; ma a medio termine, l’innalzamento di una barriera di ingresso all’acquisto dei biglietti per un concerto potrebbe anche creare disaffezione da parte del pubblico, indotto a pensare che i prezzi reali siano di fatto molto più alti di quelli indicati e dunque inaccessibili ai più, per non parlare del rischio di biglietti falsi”.

Del resto, ricorda il presidente di AssoMusica, “gli interessi in gioco sono davvero molto importanti. E riguardano grosse organizzazioni, non il singolo nerd che con il computer di dimora vuole fare la cresta sul prezzo dei biglietti acquistati, magari per pagarsi le vacanze con questa piccola speculazione… Qui siamo davanti a organizzazioni strutturate per realizzare lauti profitti da questa pratica illegale in Italia e in Europa, anche se tollerata negli Usa”.

Il secondary ticketing, messo in evidenza di recente dalle prevendite per il concerto a Roma dei Coldplay, è un problema ciclico, che si ripropone a ondate in parallelo con l’offerta parziale dei biglietti e che va certamente normato, gestito e controllato, stabilendo il livello oltre al quale scatta la speculazione; ma che non va demonizzato, perché quanto meno dimostra l’ottimo stato di salute che vive il mondo della musica live, comunque legato all’industria discografica e al successo nella vendita di dischi, senza il quale neanche i tour avrebbero successo”. E’ quanto raccomanda Sergio Cerruti presidente di Afi, l’Associazione Fonografici italiani, intervistato dalla AdnKronos.

Per Cerruti, “in ogni caso, la rivendita abusiva dei biglietti, oltre a essere un fenomeno mondiale, non riguarda solo i concerti; basti pensare alle finali delle partite di calcio o agli altri grandi eventi sportivi come le olimpiadi. Nella musica forse fa più scalpore, creando giustamente non pochi mal di pancia nel pubblico, essendo un bene che vuole essere alla portata di tutti”.

Piuttosto, propone, “andrebbe abolita questa sorta di lotteria poco trasparente legata alle liste d’attesa, penso a TicketOne: la piattaforma non deve anche gestire e creare la serie A o la serie B dei clienti inseriti nelle liste per l’acquisto dei biglietti: quali sono i criteri di ammissione, magari scritti in carattere microscopico nelle ultime righe che nessuno legge?”, si chiede il presidente di Afi.

(di Enzo Bonaiuto)

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L’articolo Il caso Coldplay ripropone la lotta al ‘secondary ticketing’
www.adnkronos.com è stato pubblicato il 2023-08-02 17:38:35 da webinfo@adnkronos.com (Web Info)

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