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12/03/2024
– La prima delibera discussa dall’emiciclo è stata quella portata da Marco Perugini per l’“Approvazione del Nuovo Regolamento del Consiglio comunale” votato all’unanimità, con il sì di 27 consiglieri.
«Abbiamo provato a mettere mano all’attuale Regolamento per conseguire gli obiettivi prefissati: snellire, rendere più comprensibile il testo ed eliminarne le ridondanze. Vista la complessità abbiamo deciso di redigere un nuovo documento; ne è nato un ottimo testo, frutto di un lavoro d squadra che ha riposto all’esigenza del Consiglio di non togliere strumenti e prerogative all’assise ma di aggiungerne», semplificando il Regolamento «composto da 86 articoli, 42 in meno di quello odierno, che riformulano in modo più consono i principi tutelati aggiungendo strumenti molto interessanti per gli attuali e i prossimi consigli comunali». L’augurio di Perugini, è che possa il nuovo Regolamento possa avere una durata di altri 20 anni, e che sia l’occasione per avere un’assise sempre più aperta, funzionale e trasparente». Tra le modifiche apportate, quelle sulle Commissioni, «il loro numero massimo non supererà quello dei componenti della giunta; consentirà alle stesse di lavorare in modo più funzionale». Dei componenti viene indicato che, «i consiglieri dimissionari restano in carico come commissari fino a diversa decisione dei capigruppo»; il nuovo testo chiarisce anche il carattere ‘pubblico’ delle commissioni. Sulle interrogazioni e interpellanze, «Strumenti molto usati e utili; il testo ne chiarisce, tramite l’art. 28 comma 1, la distinzione». Con l’articolo 30, viene poi inserita la possibilità di presentare 48 ore prime dell’inizio della seduta, un’interrogazione e un’interpellanza a risposta immediata. Introdotta, per le mozioni e per gli ordini del giorno, la possibilità di presentarne “A carattere risolutivo”. L’art. 76 inserisce anche le condizioni per lo svolgimento in modalità telematica dei consigli e delle commissioni.
Andreolli: «Arriviamo a fine legislatura, dopo fatti tragici dovuti anche a pandemia, ci arriviamo bene e con consenso unanime; le regole del gioco si cambiamo insieme e portano a un buon regolamento dovuto anche al fatto che in questi anni legislatore ha attribuito più responsabilità a organo di giunta rispetto al consiglio. Perdendo buona parte aspetto deliberativo conservando invece aspetto di indirizzo che viene oggi rafforzato attraverso la risoluzione, sì che favorisce convergenza finale su un atto di indirizzo. Rafforzato inoltre il diritto di proposta e di indagine ispettiva fatto con le interrogazioni e le interpellanze.».
Mattioli: «È stato fatto un lavoro coscienzioso per cui ringrazio il presidente della commissione VI, Michele Gambini, per aver ascoltato, e il presidente del consiglio comunale Perugini, per aver colto i suggerimenti. È un ottimo Regolamento che lasciamo in eredità al prossimo consiglio».
Sperindei: «Da migliorare c’è ancora qualcosa, lo si farà nella prossima legislatura».
Vanzolini: «Grazie agli uffici del Comune per il lavoro di pazienza fatto nel raccogliere le istanze e arrivare a documento in maniera organica e inclusiva delle proposte di tutti».
A. Marchionni: «Non posso che unirmi alla costatazione sull’ottimo lavoro volto, soprattutto cercare di cogliere tutte le proposte e vagliarle. È stato istruttivo farlo per verificare articoli non così sovente applicati e le sfaccettature dell’operatività del Consiglio comunale».
L’assessora alla Rapidità Mila Della Dora, ha poi illustrato la delibera per le “Controdeduzioni alle osservazioni e adozione definitiva di variante sostanziale al Prg vigente relativa ad area di proprietà della Provincia di Pesaro e Urbino” approvata dal Consiglio comunale con 17 favorevoli, 1 contrario, 9 astenuti.
Ponendo una questione pregiudiziale (respinta da 17 consiglieri; 9 gli astenuti, 1 favorevole), la consigliera Sperindei, ha chiesto di sospendere (rinviandola) la discussione della delibera: «Vanno chiarite le destinazioni che potrà fare il futuro proprietario; con le contraddizioni presenti nel testo, avrà gioco facile per fare una riqualificazione come gli apre». Sulla sala convegni, «La delibera non specifica chi è il proprietario della sala, è un’affermazione semplicistica. Chiedo una nuova delibera che chiarisca le contraddizioni con il Prg e che risponda alle preoccupazioni del dottor Scavolini sulla questione di eco-sostenibilità sollevata».
L’assessora Della Dora, nell’illustrare l’atto, ha precisato: «Questo è il secondo passaggio in consiglio in cui discutiamo le due osservazioni pervenute, che sono state contro-dedotte. L’oggetto della delibera immobile è inerente all’immobile più recente del complesso di viale Gramsci, si propone la modifica della destinazione d’uso esclusiva per flessibilizzarle in residenze, servizi e terziario; ad esclusione della sala Pierangeli per cui viene mantenuta la destinazione pubblica a sala convegni. In Conferenza di servizi la Sovrintendenza si è espressa vincolando il bene a una soluzione di ristrutturazione senza demolizione». L’assessora ha poi spiegato le osservazioni presentate e contro-dedotte: «La 1, 2 e 5 non sono state ritenuti pertinenti perché era già previso quanto richiesto; la 3 non è stata accolta perché la revisione dell’esclusione non sarebbe in linea con lo strumento generale vigente; la 4 non è stata accolta perché la variante già prevede destinazione pubblica per il piano terra».
Sperindei: «Non si comprende come si possa riportare nell’atto la contraddizione prevista inizialmente della riqualificazione tramite abbattimento e ricostruzione e la successiva e diversa indicazione data dalla Sovrintendenza».
Redaelli: «Abbiamo tentato un dialogo con la Provincia; e provato a chiedere chiarezza sull’iter con una mozione. Abbiamo chiesto che la futura sede dell’ente possa essere in centro e senza consumo di suolo. Sono arrivate diverse osservazioni, sono state rigettate anche se qualcosa da assorbire c’era. Sono caduti nel vuoto anche gli appelli di architetti e storici dell’arte che hanno acceso i riflettori su un luogo di valore architettonico-culturale, che va tutelato». «C’è stato un muro di gomma tu tutti gli input che i consiglieri e la città hanno provato a dare. Sarà un salto nel vuoto. Ad oggi prenderemo una decisione senza sapere quale sarà la futura sede della Provincia e il futuro dell’immobile e guardando a un esempio che è un campanello d’allarme: l’ex Bramante, un immobile in stato di abbandono».
Castellani: «La delibera è stata vista 2 volte. Il vincolo della modalità di riqualificazione è stato dato da un organo superiore al nostro, che dobbiamo rispettare».
M. Gambini: «Comprendo le preoccupazioni di Redaelli, legate alla possibilità di avere un oggetto che diventa un vuoto urbano. È un nodo che però il Consiglio comunale, agendo urbanisticamente, non può sciogliere. All’assise viene chiesta una flessibilizzazione che cerca di evitare il rischio». E ancora, «La provincia è disponibile all’interlocuzione».
Andreolli: «Delibera anomala: si richiede una variante senza avere idea su dove andrà la Provincia. Abbiamo chiesto di avere due certezze nell’interesse città: che la Provincia rimanga in una zona centrale di Pesaro e senza occupare nuovo suolo. L’ente non ha risposto e le rassicurazioni del presidente, ruolo pro tempore, non sono sufficienti». «Speriamo che prima dell’iter finale ci siano indicazioni positive, altrimenti il voto sarà negativo».
Mattioli: «Accogliamo la richiesta di un ente del territorio, in difficoltà a mantenere la gestione della sua sede; il Comune non vende via Gramsci, dà la possibilità alla Provincia di migliorare uno stabile o di liquidarlo, ed è strumentale oggi mettere dei paletti che non sono nostri, ma che spettano alla proprietà».
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-03-12 08:31:06 da

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