Il direttore della Asl 5 di Tivoli: “L’incendio non era prevedibile e i soccorritori sono stati eroi. Parlare di manutenzione? Ora non ha senso”

Il direttore della Asl 5 di Tivoli: “L’incendio non era prevedibile e i soccorritori sono stati eroi. Parlare di manutenzione? Ora non ha senso”


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«Una parte dell’ospedale è sotto sequestro. Un’altra è bloccata fino a quando non ci saranno le condizioni di sicurezza per riaprire. Ma tutti i servizi saranno presto ricollocati».

Giorgio Giulio Santonocito, direttore generale della Asl Roma 5, sin dalle prime ore dopo l’incendio si è attivato per coordinare l’evacuazione dei 193 pazienti dell’ospedale San Giovanni Evangelista di Tivoli. «Sono stati spostati quasi tutti nei nostri presidi ospedalieri, ovvero Colleferro, Palestrina, Monterotondo e Subiaco. Altri anche negli altri ospedali della zona. Li abbiamo trasferiti tutti», aggiunge il direttore, mentre la Regione già da domani, lunedì 11 dicembre è pronta ad aprire un Punto di primo intervento, presso la palestra comunale, per non lasciare Tivoli senza un presidio di pronto soccorso.

Direttore Santonocito qual è ora la situazione?

«Ha parlato il presidente Rocca, non ci sono ulteriori novità. Oramai dobbiamo aspettare le indagini per capire cosa sia accaduto».

Quali saranno i prossimi passi?

«Insieme con la Regione Lazio stiamo riorganizzando tutto a brevissimo daremo comunicazione all’utenza. Quello che ci preme dire è che tutti i servizi saranno ricollocati negli ospedali limitrofi. Nessun paziente perderà le visite e gli interventi programmati».

Quando potrebbe tornare operativo l’ospedale?

«In questo momento, come ha spiegato il procuratore Menditto, una parte è stata sequestrata, l’altra è a disposizione dei vigili del fuoco che per ragioni di sicurezza lo stanno tenendo ovviamente bloccato fino a quando non saranno cessati eventuali rischi legati alla sicurezza, tipo il fumo ed altre situazioni di potenziale pericolo. A quel punto ce lo riconsegneranno, ma aspettiamo anche qui le determinazioni dei vigili del fuoco e poi anche quelle della procura per il dissequestro definitivo dell’area. Ma questo, come ha spiegato il procuratore, avverrà più avanti».

Il personale sanitario si è distinto nell’evacuazione di tutti i pazienti. Li vuole ringraziare?

«Sono stati eccezionali, hanno lavorato in modo pazzesco tutta la notte. Mi dispiace poi leggere alcune cose, alcuni passaggi. Penso che il personale non debba mai essere messo in discussione. Quello che è successo è gravissimo e ha colpito tutti noi intimamente. Stiamo pensando ai familiari delle vittime e alle vittime stesse. Ma nulla può essere ribaltato sulla responsabilità dei ragazzi che sono stati veramente eroici».

Perché? Chi ha ribaltato? Qualcuno li ha accusati?

«Non è un ragionamento che mi interessa questo».

Fino a che punto sono prevedibili questo tipo di eventi? Un incendio del genere poteva essere evitato?

«Ci sono dei modi per prevenirlo, ma c’è una quota di imprevedibilità negli accidenti come sempre succede. Così è. Valuterà la procura se questa era un’evenienza prevedibile o meno. Non è una valutazione che spetta a noi. Non ci avventuriamo».

Ma questo è un ospedale che aveva bisogno di una manutenzione importante o era in buone condizioni?

«Questi sono argomenti di cui non ora è opportuno discutere. C’è un’indagine in atto, lasciamo lavorare gli investigatori».

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roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-12-10 10:00:10 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)


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