il Forum del Pd su “l’Europa che vogliamo”, con Prodi, Letta e Schlein

il Forum del Pd su “l’Europa che vogliamo”, con Prodi, Letta e Schlein


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Sabato di lavoro per il Partito democratico, quasi una risposta alla kermesse di Fratelli d’Italia a Castel Sant’Angelo. La mattinata è iniziata con la seconda giornata de “L’Europa che vogliamo: solidale, verde, giusta”, l’evento dedicato alla definizione del programma da presentare alle prossime elezioni europee. Dopo l’avvio dei lavori, ieri – presenti, tra gli altri, Paolo Gentiloni, Giuseppe Provenzano, Rosy Bindi, Pina Picierno e Brando Benifei – si è ripreso con il “Discorso sull’Europa” di Romano Prodi. A seguire il dibattito “Le sfide dell’Europa progressista” con Nicolas Schmit, Enrico Letta, Mariana Mazzucato, Lucrezia Reichlin.

Sarà quindi la segretaria Elly Schlein a tenere un report sulle sessioni di lavoro della due giorni e a procedere alla presentazione del Forum Europa. I lavori si concluderanno alle 13, ma la giornata prosegue: alle 14 è previsto l’avvio dell’assemblea del partito, con la relazione della segretaria e le modifiche statutarie.

 

Schlein: “Premierato proposta scellerata. Salario minimo affossato con un sotterfugio”

“Noi non siamo un Comitato elettorale permanente, siamo un vero partito, una vera comunità politica, un partito che mira a stare nella società e sfida la società per un’alternativa di governo. Un partito che ascolta i bisogni e le aspettative delle persone. Un partito che è in grado di mobilitarsi sulle grandi sfide del nostro tempo. Vogliamo un’Europa sostenibile” scandisce la segretaria del Pd, Elly Schlein, nel corso del suo intervento dal palco dell’evento.

Quella del premierato è “una proposta scellerata, che non esiste in nessun altro Paese al mondo, perché scardina l’equilibrio fra poteri dello Stato. Quando dicono che questa riforma non intacca le prerogative del Capo dello Stato, mentono sapendo di mentire. Dietro al furbo slogan decidete voi, si cela un colossale decido io per voi, che sarete al massimo chiamati ogni 5 anni ad acclamare il capo. Ma la democrazia è altra cosa. La destra ha sempre voluto riscrivere la Costituzione per andare verso l’uomo o la donna soli al comando, ma il Paese ha già dato e noi ci opporremo. Se vogliamo davvero dare più potere al voto dei cittadini, cambiamo la legge elettorale e permettiamo loro di scegliersi i propri rappresentanti” aggiunge la leader dem.

“Vogliamo introdurre nel nostro Paese il salario minimo, con la proposta unitaria delle opposizioni, e che invece Giorgia Meloni ha affossato con un sotterfugio, tradendo le aspirazioni e le attese di quasi tre milioni e mezzo di lavoratrici e lavoratori poveri” aggiunge poi Schlein intervenendo all’assemblea del Pd. “Dall’inizio hanno scelto la strada dei rinvii perché non hanno avuto nemmeno il coraggio di votarci contro, ma hanno fatto di peggio: calpestato le prerogative dell’opposizione svuotando la nostra proposta e dando una delega al governo, senza il salario minimo, senza dire che sotto i 9 euro non è lavoro ma sfruttamento”.

La leader dem Ansa

La leader dem

L’Europa non ha bisogno di piccoli ricatti, ha bisogno di una grande prova di intelligenza collettiva. Ricatti come quello sul Mes. Non è possibile bloccare tutto il resto d’Europa. Ratificare le modifiche al Mes non significa chiederne l’attivazione, ma non impedire agli altri Paesi di accedervi. Se non è in grado nemmeno di spiegare questa differenza, deve cambiare mestiere” ha detto la segretaria dei democratici.

“Oggi il veto di Orban si è spostato sul bilancio europeo e su 50 miliardi di aiuti economici all’Ucraina. Noi stiamo con l’Ucraina perché siamo per il diritto internazionale, perché rifiutiamo l’idea che si riscrivano i confini con l’esercito. E accanto al supporto all’Ucraina, vogliamo un maggiore protagonismo diplomatico e politico all’Unione europea, che deve trovare una voce sola e forte anche su questo, per contribuire a creare le condizioni di far finire questa guerra e di una pace giusta. Perché per noi lavorare per costruire la pace non è una aspirazione utopistica”.

“Siamo ad un inferno umanitario a Gaza, lo dicono anche le Nazioni Unite. Che vanno sostenute nei loro sforzi multilaterali, non attaccate” aggiunge poi la segretaria del Pd. “Serve una Conferenza di pace, per rilanciare il processo verso i due popoli, due Stati, che altrimenti rischia di restare mera invocazione retorica. Anche perché uno, Israele, esiste già e ha diritto ad esistere in pace e sicurezza, ma l’altro, la Palestina, manca ancora di un pieno riconoscimento che deve finalmente arrivare da parte di tutta la comunità internazionale” motiva Schlein. Per costruire la pace “dobbiamo trovare gli interlocutori, sia dal lato palestinese che israeliano. Non può essere Hamas, un’organizzazione terroristica, ma non può essere nemmeno il governo israeliano attuale, con estremisti di destra che armano le violenze inaccettabili dei coloni in Cisgiordania, gli stessi che allargano insediamenti illegali e colpiscono obiettivi come scuole finanziate dall’UE, violando il diritto internazionale umanitario”.

Romano Prodi e la segretaria del PD, Elly Schlein, al Forum Europa del Partito democratico, "L'Europa che vogliamo" Ansa

Romano Prodi e la segretaria del PD, Elly Schlein, al Forum Europa del Partito democratico, “L’Europa che vogliamo”

Il discorso di Prodi: “Maggiore difesa, non spese militari. Procedere con il necessario equilibrio tra radicalismo e riformismo”

L’Ucraina ha portato unità all’Europa, ma senza una capacità propositiva da parte europea, senza una proposta concordata e quindi nessun ruolo nelle iniziative di pace. Quando penso che ha avuto più iniziative di pace la Turchia di quante ne abbia avute l’Europa, mi viene da dire che qualcosa non ha funzionato. Serve una politica internazionale e di difesa comune” ha detto Romano Prodi nel suo intervento. “Non parlo di un assurdo aumento di spese militari, noi spendiamo molto, 480 miliardi. La metà degli Stati Uniti. Una spesa ampia, grande, con una scarsissima efficacia” aggiunge Prodi. “Con ironia fuori posto, i nostri amici ci hanno definito un gigante economico, un nano politico e un verme militare. Ma noi non dobbiamo essere solo un vassallo fedele, ma un alleato fedele degli Stati Uniti, in grado di costruire una difesa unitaria dei nostri diritti e dei nostri interessi”.

“Solo attorno a un progetto forte si può creare una coalizione capace di vincere nel nostro Paese e di avere la necessaria autorità in Europa. È stata detta tante volte la frase di Chirac Non c’è Europa senza Italia. È ancora così” ha aggiunto l’ex premier del centrosinistra, precisando che “dobbiamo inviare a Bruxelles una squadra forte, coesa e competente e che si prepari a ricoprire in futuro ruoli più grandi dai quali è stata esclusa, perché nessuno ha fatto questa squadra”.

“Il populismo ha finito di prendere sempre più peso in Italia e altrove: è il rifugio di un popolo che non trova casa in una partito e molti non l’hanno più trovato nel Pd. Se in 15 anni il Pd ha perso 6 milioni di elettori, significa che bisogna fare un’altra strada per costruire un percorso italiano ed uno europeo. Ma con tutte le debolezze, il Pd resta l’unico partito politico ancora capace di parlare con i suoi elettori ed è l’unico che ha sempre avuto forti radici europee” ha detto il Professore, tra le altre cose, dal palco del Partito democratico.

“Dobbiamo procedere con il necessario equilibrio tra radicalismo e riformismo, dobbiamo tornare a essere il punto di riferimento del Paese per le europee, in questo momento l’Europa prende tutti noi, è la nostra sfida. Una sfida di noi riformisti è completare l’Europa, fare l’Europa federale, che sia unita, forte, grande e che torni a essere rilevante nel mondo ha aggiunto il inventore del Partito democratico, precisando che “la tristezza maggiore che ho provato è vedere come nei primi tempi ci fosse un grandissimo interesse per l’Europa e che poi si è affievolito per la crescente irrilevanza dell’Europa di fronte ai giganti come gli Usa e la Cina”.

“Due sono le direzioni in cui il riformismo deve spingere” in Ue: “la fine dell’unanimità e l’Europa a diversi livelli di integrazione. Preferirei dirvi: riformiamo il trattato subito; non è possibile. Ma è possibile fare questi due grandi passaggi” ha scandito Prodi, spiegando che “uno dei drammi dell’Europa è il diritto di veto e l’aumento dei populisti e degli estremisti. L’Europa ha reagito, non dimentichiamo il Pnrr e che durante il Covid, senza politica europea, avremmo avuto un vero disastro”.

Parlando a questo proposito della recente “opposizione” del premier ungherese all’approvazione del bilancio Ue e alla concessione di Stato candidato all’ingresso nell’Unione europea dell’Ucraina, risolta con l’uscita di Orban al momento della decisione, l’ex premier italiano ha definito quelle del primo ministro di Budapest “meravigliose contraddizioni”, “che il nostro governo cavalca con grande raffinatezza”.

Il Professore trova anche il tempo per qualche stoccata all’evento parallelo in programma a Castel Sant’Angelo, la festa di Fratelli d’Italia: “Quando chiamate Musk o Vox, questo vuol dire che vivete in un mondo diverso, statevene nel mondo diverso. Quello è quello che io penso. Poi siccome hanno avuto il buon senso di non invitarmi, non mi sono posto il problema” ha commentato Prodi, che ha aggiunto: “Non sono nei panni di Elly, ma penso che la sua riflessione sia uguale alla mia, cosa ci vai a fare”, ad Atreju? “Quando abbiamo una situazione in cui non esiste più il luogo del dialogo, cioè il Parlamento, cosa dobbiamo fare il dialogo, a Castel Sant’Angelo?! Nelle vecchie prigioni romane? Facciamolo nel Parlamento e poi anche negli altri posti” ha punto l’ex premier, che ha anche precisato di non essere mai stato ad Atreju: “Ho visto che hanno detto che sono stato ad Atreju. Non ci sono mai stato, ho cercato negli archivi possibili immaginabili, ma forse un tempo ci si poteva anche andare, oggi no. Quello è diventato un discorso interno, chiuso, con un dibattito finto”.

[ad_2] L’articolo il Forum del Pd su “l’Europa che vogliamo”, con Prodi, Letta e Schlein
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-16 16:35:00 da


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