Il governo Pontremoli e l’indimenticato soccorso ai santenerenzini dopo lo scoppio di Falconara


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Classe 1897, era giovane il ragionier Ezio Pontremoli quando si assise sulla massima poltrona cittadina nel novembre del 1920. Del resto era cresciuto a pane e politica, preceduto su quello scranno dal padre Erminio, architetto di fama ma soprattutto mazziniano, repubblicano, massone. Di lui Ezio mantenne gli ideali politici e l’impegno amministrativo che negli anni più tardi continuò dapprima come direttore della Cassa di Risparmio, poi come ispiratore e inventore della Banca di Lunigiana. Ezio fu Sindaco della Spezia quando dopo tre anni di assenza del Consiglio Comunale (era stato sciolto a metà dicembre ’17) l’elettorato tornò a votare per la massima assemblea cittadina.

Le precedenti politiche del novembre ’19 avevano sancito l’affermazione dei socialisti ma in un anno il clima politico era decisamente cambiato. Alla Spezia si formò un rassemblement di forze anche distanti fra loro ma cementate nell’accordo dalle comuni convinzioni antibolsceviche. Alla Concentrazione Democratica aderirono moderati e conservatori, fascisti e diversi repubblicani che non seguirono nell’occasione la linea intransigente del Partito che vietava agli aderenti la collaborazione con qualsiasi altra forza politica. Pontremoli effettuò un’altra scelta che lo portò alla carica di Sindaco anche se molto spesso si scontrò con gli alleati di governo.

Non fu facile per lui navigare nei quattro anni che durò il suo mandato ma alla fine portò a casa dei bei risultati: il Palazzo degli Studi, l’ingrandimento dell’orfanotrofio, un padiglione di chirurgia all’ospedale, il parco della Rimembranza senza dimenticare la rivista civica (Il Comune della Spezia – Atti Statistiche) che volle per far conoscere l’attività dell’Amministrazione e far crescere negli abitanti la consapevolezza della loro cittadinanza. Proprio nel secondo numero leggiamo che un gruppo di cittadini di San Terenzo aveva avanzato la proposta di intitolare a Pontremoli una strada per ricordare l’aiuto pronto e generoso con cui il Sindaco era intervenuto per soccorrere la gente del comune vicino dopo il drammatico episodio di Falconara quando un fulmine aveva causato la deflagrazione di 1500 tonnellate di esplosivo stipate nella batteria.

Nonostante che Pontremoli si schermisca suggerendo di intitolare la strada a Emanuele Ferro, spezzino Medaglia d’oro morto sul Carso nel ’15, la via gli viene ugualmente intitolata, una traversa di via delle Vittorie. Sarà anche per la solidarietà mostrata in quel momento tragico che nelle politiche del 1948 Pontremoli fu eletto a far parte del primo Senato repubblicano.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-07 11:45:38 da


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