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Come in un paradosso il sindaco Pd di Santa Marinella, Pietro Tidei, 77 anni e padre della consigliera regionale di Italia Viva Marietta Tidei, sporge denuncia per un presunto tentativo di corruzione ma, a causa delle microspie piazzate nel suo ufficio (non per controllare lui) e in altre due stanze del Comune, finisce ripreso dalle telecamere mentre consuma rapporti sessuali.
La vicenda è stata rivelata dal quotidiano La Verità, che parla di un video con una dipendente ministeriale e forse anche di un secondo con due donne. Le immagini sono divenute di dominio pubblico dopo la loro diffusione in chat perché finite in questa inchiesta che coinvolge un noto ristoratore del Litorale romano, Fabio Quartieri, che avrebbe portato avanti un tentativo di corruzione per riuscire ad aprire un albergo nell’immobile che ospita il suo locale. Una presunta speculazione osteggiata dall’ex parlamentare che per questo aveva maturato il sospetto che l’imprenditore avesse tentato di «comprarsi» un geometra, impiegato di una società partecipata del municipio, e alcuni consiglieri comunali di maggioranza Giuseppe Salomone, Roberto Angeletti, per farlo sfiduciare e mandare avanti il progetto.
La sorpresa sarebbe arrivata – secondo quanto rapporta La Verità – al momento dell’avviso di chiusura delle indagini, quando Angeletti ha chiesto di acquisire alcuni atti depositati per impostare la propria difesa. E i magistrati, tra questi, hanno inserito anche i filmati realizzati nell’ufficio di Tidei, diffusi poi via chat da Angeletti. Poi la Procura è entrata in azione e ha ordinato una perquisizione per sequestrare i video hard che l’indagato non potrebbe detenere perché irrilevanti.
“Faccio politica da 53 anni e ho una vita specchiata. Non sono disposto ad accettare nessuna intromissione nella mia sfera privata”, ha detto Tidei contattato dal Corriere della Sera: “Io ho denunciato la corruzione, altri si sono vendicati per colpirmi politicamente”.
roma.repubblica.it è stato pubblicato il 2023-09-23 17:11:28 da [email protected] (Redazione Repubblica.it)

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