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Un buon sonno ristoratore, per essere sempre in salute. Recenti ricerche indicano che il riposo svolge un ruolo essenziale: si riconnettono le sinapsi, cioè le connessioni tra neuroni e vengono drenate le sostanze neurotossiche prodotte durante il giorno.
Mentre si dorme, le cellule cerebrali memorizzano e consolidano le informazioni apprese di giorno e la privazione del sonno condiziona questo lavoro con conseguenti disturbi di concentrazione ed apprendimento. Sono compromesse così le capacità mentali, ma anche le emozioni. Senza un sonno adeguato, nel tempo possono manifestarsi ansia, depressione, paranoia e collera, ma anche il sistema immunitario è compromesso perché di notte non avviene più una sufficiente produzione di citochine, mediatori polipeptidici importanti per le difese immunitarie (fattori di crescita, interleuchine, interferoni e altre proteine).
Un gruppo di ricercatori della University of East Anglia del Regno Unito, ha scoperto che dormire meno del solito, anche solo di un’ora, fa sentire le persone meno positive e felici. I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Psychological Bullettin. I Ricercatori hanno esaminato 154 studi sulla privazione di sonno che comprendono un totale di oltre 5mila persone di età compresa tra i 7 e i 79 anni. Gli studiosi hanno scoperto che la privazione di sonno riduce significativamente i loro sentimenti positivi, come l’entusiasmo e la felicità.
La perdita di sonno è risultata anche collegata ad un rischio maggiore di sentirsi ansiosi e depressi. “Questi risultati sono importanti perché le persone che si sentono meno positive, non apprezzano di incontrare gli amici, partecipare ad eventi entusiasmanti o guardare i loro programmi televisivi preferiti e questo le mette più a rischio di depressione – ha commentato la professoressa Jo Bower, docente di Psicologia e autrice dello studio. Questa analisi suggerisce che meno sonno, avrà un effetto anche sull’umore”.
La privazione del sonno induce a rilasciare quantità maggiori di cortisolo, l’ormone dello stress che attiva una risposta di lotta o fuga nel sistema nervoso e porta a sintomi fisici di ansia, tra cui: respiro accelerato e frequenza cardiaca elevata.
Inoltre, non dormire abbastanza altera la sintesi della serotonina, considerata l’ormone della felicità, la quale agisce come neurotrasmettitore, viene sintetizzata per il 95% nelle cellule enterocromaffini della parete gastrointestinale e nel 5% nei neuroni serotoninergici cerebrali. I suoi livelli cerebrali sono implicati nella regolazione di importanti funzioni come: l’umore, il sonno e le emozioni. Una mancanza di serotonina può provocare sentimenti di depressione, inclusa scarsa felicità e diminuzione dell’autostima.
Fisiologia del sonno
Il sonno, dal latino somnus è definito uno stato di riposo, contrapposto alla veglia, o una periodica sospensione dello stato di coscienza, durante la quale l’organismo recupera energia. Le conoscenze sul sonno sono state scoperte attraverso particolari esami sul monitoraggio delle onde cerebrali: l’elettroencefalografia, che registra l’attività elettrica del cervello, l’elettrooculografia che registra i movimenti oculari e l’elettromiografia che rileva i movimenti muscolari. Il sonno non è uguale per tutta la sua durata, ma è caratterizzato dalla presenza di due fasi principali: la fase non-REM – sonno ortodosso, la fase REM – sonno paradosso.
La nomenclatura adottata dall’American Academy of Sleep Medicine nel 2007, classifica il sonno su quattro fasi:
Stadio 1 – Addormentamento. Dura da 5-10 minuti ed è caratterizzato da rilassamento dei muscoli corporei e rallentamento del battito cardiaco, della pressione arteriosa, della frequenza respiratoria e dell’attività cerebrale.
Stadio 2 – Sonno leggero. La frequenza cardiaca, pressione arteriosa, frequenza respiratoria ed attività cerebrale Proseguono a rallentare e tutti i muscoli sono rilassati. Lavora maggiormente il sistema immunitario.
Stadio 3 – Sonno profondo. Iniziano a comparire le onde delta, le onde cerebrali più lente. Movimento degli occhi praticamente assente. Se si è svegliati in questa fase, si potrebbe avvertire un senso di disorientamento e confusione.
Stadio 4 – Sonno profondo effettivo. Fase più profonda del sonno in cui battito cardiaco e respiro scendono alla frequenza minima ed i muscoli sono completamente distesi. Compaiono quasi esclusivamente onde delta ed è quasi impossibile svegliare una persona o svegliarsi. L’organismo si rigenera, ripristinando le riserve metaboliche.
Nel 1953, i Ricercatori americani Eugene Aserinsky e Nathaniel Kleitman scoprirono la presenza dei movimenti oculari durante il sonno REM, ritmici e rapidi. In questa fase che si verifica normalmente 4 o 5 volte per notte, si hanno sogni molto intensi.
Nella Fase REM (Rapid Eye Movement) compaiono onde theta, movimenti oculari rapidi e basso tono dei muscoli mentonieri. E’ la fase caratteristica in cui avvengono i sogni ed il cervello consuma ossigeno e glucosio. Se ci svegliamo in questa fase, siamo perfettamente orientati, ma le funzioni neurovegetative sono meno controllate ed aumentano la pressione arteriosa, la frequenza cardiaca e possono comparire extrasistoli, aumenta la frequenza respiratoria ed è compromessa anche la termoregolazione.
Il sonno REM tende a diminuire con l’avanzare dell’età. E’ il nostro orologio biologico situato nell’ipotalamo (diencefalo) che determina l’alternanza dei periodi di sonno e di veglia, con un intervallo regolare e costante all’interno del ritmo circadiano. Il ciclo sonno-veglia è regolato dalla melatonina, un ormone prodotto dalla epifisi e la quantità di luce che penetra nell’occhio, blocca o stimola la sua produzione.
I neonati dormono circa 14-17 ore, il loro sonno è equamente distribuito nell’arco delle 24 ore e continua a decrescere durante l’adolescenza (8-10 ore), fino a trovare stabilità nell’adulto (7-9 ore). L’anziano dorme circa 6-7 ore per notte, ma la qualità del sonno è diversa da quella del giovane, molto più frammentato da momenti di veglia.
www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2023-12-29 23:40:00 da
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