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Con sentenza n. 668/2025, pubblicata oggi, la Terza Sezione del Tribunale Amministrativo Regionale per la Puglia ha respinto il ricorso promosso dall’Agenzia del Demanio contro il Comune di Foggia, avente ad oggetto l’annullamento del decreto di espropriazione n. 1735 del 13 novembre 2024, relativo ad alcune particelle di terreno già nella disponibilità dell’Aeronautica Militare e interessate dalla realizzazione della nuova “orbitale urbana area ovest”, nell’ambito del Piano Urbano della Mobilità di Area Vasta.
Le contestazioni dell’Agenzia del Demanio
L’Agenzia del Demanio – rappresentata in giudizio dall’Avvocatura Distrettuale dello Stato – ha contestato l’adozione del provvedimento ablativo senza la previa sdemanializzazione formale dell’area. Secondo l’ente ricorrente, il Comune avrebbe proceduto illegittimamente all’acquisizione delle aree demaniali in assenza dei presupposti previsti dal Codice Civile (art. 829) e dal Testo Unico sugli espropri. In particolare, è stata denunciata la mancata stipula di una convenzione tra Comune e Amministrazioni statali interessate, nonostante la formale richiesta da parte del Demanio di essere coinvolto nella procedura.
Oltre alla doglianza sull’omessa sdemanializzazione formale, l’Agenzia ha sostenuto che la dichiarazione di pubblica utilità, originariamente contenuta in una delibera della Giunta comunale del 27 agosto 2018, fosse ormai decaduta al momento dell’adozione del decreto di esproprio, senza che fosse intervenuta una valida proroga motivata.
La difesa del Comune di Foggia
Il Comune di Foggia, costituitosi in giudizio con patrocinio di parte privata, ha eccepito in primo luogo l’inammissibilità del ricorso per omessa notifica ad altre Amministrazioni coinvolte. In subordine, ha difeso nel merito la correttezza del proprio operato, richiamando la collaborazione avuta con l’Aeronautica Militare e l’ENAC, che avrebbero espresso parere favorevole all’esproprio delle aree e all’utilizzo delle stesse per fini viabilistici.
Particolare enfasi è stata posta sull’avvenuta “sdemanializzazione tacita”, desumibile da numerosi atti e comportamenti univoci dell’Aeronautica Militare, titolare dell’area, la quale aveva dichiarato l’assenza di interesse alla conservazione della destinazione pubblica del bene, avendo anche autorizzato la consegna anticipata al Comune “nelle more della dismissione definitiva”.
Le valutazioni del TAR
Il Collegio giudicante – composto dai magistrati Vincenzo Blanda (Presidente), Lorenzo Ieva (Primo Referendario) e Lorenzo Mennoia (Referendario, estensore) – ha ritenuto il ricorso infondato, soffermandosi su due profili principali: la validità della dichiarazione di pubblica utilità e la legittimità della sdemanializzazione tacita.
Quanto al primo profilo, i giudici amministrativi hanno ritenuto che la dichiarazione di pubblica utilità contenuta nella determina del 2018 debba considerarsi tacitamente prorogata da successive determinazioni comunali, tra cui quella del 24 maggio 2023 (di affidamento dell’incarico al RUP) e, infine, quella del 3 novembre 2024 con cui è stato formalizzato l’esproprio. Tali atti sarebbero indicativi della continuità procedimentale e dell’interesse pubblico non venuto meno.
Sulla sdemanializzazione tacita, il TAR ha richiamato un consolidato orientamento della giurisprudenza civile e amministrativa (tra cui Cass. 14269/2023; Cass. 9457/2024) secondo cui la perdita della natura demaniale di un bene può derivare anche da comportamenti concludenti della P.A., che dimostrino inequivocabilmente la rinuncia alla destinazione pubblica del bene.
Nel caso in esame, l’Aeronautica aveva esplicitamente dichiarato che le particelle oggetto di esproprio non erano funzionali alle attività istituzionali, in quanto collocate esternamente alla recinzione della base, e aveva autorizzato la consegna anticipata delle stesse. Anche l’ENAC, soggetto gestore del sistema aeroportuale, aveva confermato la non strumentalità delle aree al traffico aereo. Questi elementi, secondo il Tribunale, dimostrano una chiara volontà di abbandonare la funzione pubblica del bene, legittimando così l’esproprio senza formalità ulteriori.
La posizione del Demanio e la sua legittimazione
Pur riconoscendo la legittimazione del Demanio a promuovere il ricorso, in quanto soggetto a tutela dei beni pubblici, il TAR ha rilevato come la stessa Agenzia avesse in precedenza rinunciato a prendere parte alla Conferenza di Servizi, preferendo coinvolgere direttamente l’Aeronautica Militare quale effettiva intestataria del bene. Tale comportamento ha, di fatto, ridimensionato il peso delle doglianze processuali, rafforzando la posizione del Comune.
Il TAR ha respinto il ricorso ritenendo legittimo il decreto di esproprio adottato dal Comune di Foggia, in quanto fondato su atti e comportamenti idonei a determinare una sdemanializzazione tacita pienamente conforme ai principi giurisprudenziali
A cura di Michele Solatia.
www.statoquotidiano.it è stato pubblicato il 2025-05-13 17:18:54 da Michele Solatia
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