il timore di agguati all’interno del clan e il misterioso episodio del 2018


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CATANZARO Due pentiti in pochi mesi: prima Sandro Ielapi, ritenuto “azionista” del clan, poi Andrea Guarnieri, uomo «a disposizione della cosca». Entrambi vicini ai Catarisano di Roccelletta di Borgia, ‘ndrina finita nel mirino della Dda nell’inchiesta Jonny e, di recente, in Scolacium, per la quale lo scorso 4 aprile sono state chieste 22 condanne in abbreviato. Ex “killer” di ‘ndrangheta che hanno deciso di saltare il fosso, versando fiumi di inchiostro di fronte ai pm: tutto per lasciare un mondo fatto di sangue, violenza, omicidi. Di quattro agguati si autoaccusa Ielapi, rivelando nomi (per lo più omissati) e dinamiche anche di quelli “falliti” a vittime designate ma che si sono salvate.

Il timore per la propria vita

«La paura di essere ucciso mi ha spinto a collaborare con la…

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www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-04-19 19:28:40 da Redazione Corriere


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