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A guidare il corteo c’erano la sorella, il fratello, il cognato e i nipotini di Friday Endurance, il trentenne nigeriano ucciso a coltellate il 20 agosto scorso. Un corso Vittorio Emanuele illuminato dalle luci dei negozi e dalle candele dei partecipanti
MODENA – A guidare il corteo c’erano la sorella, il fratello, il cognato e i nipotini di Friday Endurance, il trentenne nigeriano ucciso a coltellate il 20 agosto scorso. Un corso Vittorio Emanuele illuminato dalle luci dei negozi e dalle candele dei partecipanti alla manifestazione organizzata dall’associazione Nella sacca di Modena. Rabbia e compassione insieme nel ricordare la vittima e chiedere più sicurezza
La camminata alla quale hanno partecipato anche esponenti locali del Pd e di altri partiti ha preso il via dal punto in cui l’uomo si è accasciato al suolo, colpito a morte da due connazionali arrestati poco dopo. Per la polizia il movente sarebbe da ricercare nel mondo dello spaccio di droga ma il cognato della vittima ribadisce: “Friday non era uno spacciatore”. Presenti alla manifestazione anche alcuni connazionali della vittima e dei due indagati che dicono: “Non vogliamo essere tacciati tutti come spacciatori”
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