In un anno alla Spezia sono cessate novanta attività. Il sindaco: “Non bisogna avere paura del cambiamento”


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Il 2023 alla Spezia si è chiuso con 194 cessazioni attività in tutta la provincia, nel territorio comunale hanno chiuso “bottega” novanta attività. I dati arrivano dalla Camera di Commercio Riviere di Liguria. Alcune realtà sono note, altre meno e di forma d’impresa diversa rispetto al negozio di vicinato, ma di fatto arriva il segnale che qualcosa cambierà e qualcos’altro non tornerà più. Un dato così non è sufficiente per un’analisi approfondita, ma di fatto i termini “cessazione” e “chiusura” nutrono lo spettro dell’ignoto. Che se ne dica, le aperture con la crescita del turismo non sono mancate e nel centro cittadino l’impressione fino ad oggi è che soprattutto abbiano puntato alla pancia dei visitatori.

L’ultima strategia messa a punto dall’amministrazione comunale, in una partnership con un privato, passa attraverso la rete con un sito web dedicato al tessuto commerciale spezzino dove i negozianti, di fatto, possono presentarsi ed elencare i propri servizi. Questa volta non sarà un’esercitazione perché il Comune della Spezia vuole farne un baluardo della promozione delle attività tarandole anche sulle richieste dei consumatori. Una sorta di contenitore per raccogliere e trovare quell’attività, magari, quelle attività e servizi che potrebbero alimentare “un centro commerciale naturale”, spesso citato negli anni, come quello spezzino.

Un’idea, una prova, una possibilità ma mentre nelle stanze dei bottoni si cerca di capire come fare, nelle piazze reali e virtuali c’è un po’ di amarezza perché alcune attività spariscono e non tornano più, oppure, diventano un’altra vocazione al food. Nei giorni scorsi, durante la presentazione del sito a margine è emerso un breve punto della situazione da parte del primo cittadino Pier Luigi Peracchini e l’assessore al Commercio Marco Frascatore.

La frase chiave del sindaco è stata “Non bisogna avere paura del cambiamento”. In particolare, nello stilare il bilancio del 2023, tra aperture e chiusure ha spiegato: “Il bilancio tra aperture e chiusure è sempre simile. Il tema è la diversità perché il mercato e il commercio cambiano. Noi, ci spaventiamo sempre quando vediamo qualcuno che chiude ma ci sono i cicli della vita. Dobbiamo anche capire che da 25 anni non facciamo figli, è chiaro che andremo sempre verso un impoverimento maggiore. Abbiamo però la fortuna di vivere in una città che sta crescendo: abbiamo superato i 93mila abitanti non perché siano aumentate le nascite, perché nascono mediamente 600 persone e ne muoiono 1.400, ma perché negli ultimi 5 anni abbiamo portato a vivere qui 7mila persone perché lavorano qui. Il nostro dato è molto dinamico e attivo, siamo forse un caso unico in Italia in termini di crescita. Dobbiamo continuare così, con i nostri progetti e quelli nazionali. E’ chiaro che siamo davanti a un lavoro che può portare a cambiamenti epocali che pongono nuove differenze anche nelle offerte commerciali.  Noi abbiamo un patrimonio e dobbiamo farlo vivere”.

Sulla chiusura dei negozi storici, l’assessore al Commercio Marco Frascatore ha aggiunto: “Possono chiudere per molti motivi: per la mancanza di cambio generazionale, per l’e-commerce, per questioni logistiche. Il 2023 però lascia a noi come amministrazione l’obbligo di sostenere i commercianti ma anche un appello è rivolto anche a loro: l’invito è che possano cogliere gli alert che arrivano dal mercato nazionale e internazionale. Il mondo cambia e va verso il food, noi dobbiamo tutelarci e trovare le strategie giuste”.

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www.cittadellaspezia.com è stato pubblicato il 2024-01-21 20:22:23 da


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