INCARICO EUROSERVIZI: PICCININI CITATO IN GIUDIZIO, “AGITO IN BUONA FEDE, FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA” | Ultime notizie di cronaca Abruzzo

INCARICO EUROSERVIZI: PICCININI CITATO IN GIUDIZIO, “AGITO IN BUONA FEDE, FIDUCIA NELLA GIUSTIZIA” | Ultime notizie di cronaca Abruzzo


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L’AQUILA – L’avvocato aquilano Alessandro Piccinini, indagato per falso nell’ambito dell’inchiesta sulla contestata presunta inconferibilità dell’incarico di liquidatore di Euroservizi, società della Provincia dell’Aquila, dopo la citazione a giudizio della Procura della Repubblica dell’Aquila, comparirà il 5 aprile prossimo in una udienza predibattimentale, ovvero una udienza filtro prevista dalla riforma Cartabia, per verificare se ci siano o meno gli elementi per un processo.

Il provvedimento arriva dopo che il noto e stimano legale è stato anche sentito dal pm Marco Maria Cellini in un interrogatorio nel quale ha respinto le accuse.

Piccinini, ex assessore e consigliere comunale, nei mesi scorsi, si è dimesso dalla presidenza della società pubblica per il ciclo idrico integrato “Gran Sasso Acqua” per candidarsi alle elezioni regionali nelle fila di Fratelli d’Italia.

Il Pm contesta al legale di non aver atteso un anno, ovvero il cosiddetto periodo di raffreddamento, prima di accettare il ruolo di liquidatore, essendo già stato assessore comunale. Le indagini sono partite da una segnalazione dell’autorità nazionale anticorruzione (Anac) .

Prima dell’azione penale era stata avviata anche una inchiesta dal Pm della Corte dei Conti a carico di Gran Sasso Acqua sempre in relazione alle tesi di Anac, che aveva dichiarato l’inconferibilità del manager e stimando il danno erariale in 50mila euro, il compenso spettante al presidente dimissionario, dovuto al mancato licenziamento di Piccinini. Questi è estraneo all’inchiesta contabile, ma è finito nella bufera, con l’accusa di non aver revocato la nomina, il direttore amministrativo di Gran Sasso Acqua Raffaele Giannone,

L’ipotesi di reato nel penale,  è di aver attestato falsamente la insussistenza di posizioni di inconferibilità o di incompatibilità alla designazione per fatti risalenti al luglio 2019.

L’avvocato Francesco Rosettini, legale di fiducia di Piccinini, sottolinea “la buona fede con cui ha agito il mio assistito che nella stessa domanda per esercitare la funzione di liquidatore, ha allegato nel curriculum di aver svolto il ruolo di assessore, carica che poi avrebbe costituito la stessa causa di inconferibilità. Inoltre va sottolineato che era notorio che Piccinini fosse assessore e conosciuto sia a chi gli ha conferito questo incarico sia ai vari organismi amministrativi di controllo. La mancanza del dolo richiesta nella fattispecie incriminatrice supporta dunque la sua totale buona fede”.

“Insomma, l’aver dichiarato la causa di inconferibilità nel curriculum allegato alla domanda evidenzia la mancanza dell’elemento soggettivo del dolo richiesto dal reato contestato e, dunque, la buona fede delle dichiarazioni rilasciate da Piccinini al momento della domanda stessa. Per tale ragione affrontiamo il processo con serenità e fiducia nella giustizia”, conclude Rossettini.

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