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Una grande realtà, all’insegna dell’inclusione alla base del quale si pianificano progetti e si dà valore alla diversità, condividendo i talenti dei singoli a beneficio dell’utilità comune. E’ la realtà dell’Istituto Comprensivo Posatora-Piano-Archi, che abbraccia tre quartieri del capoluogo dorico, divenuti praticamente un unico territorio sotto il profilo scolastico considerando quanto le proposte progettuali e i docenti stessi siano trasversalmente connessi e legati tra loro. «Quasi un corpo unico», spiega Silvana Pazzagli, docente di discipline scientifiche presso la scuola primaria Leonardo da Vinci, una delle quattro scuole primarie presenti nell’Istituto oltre a tre scuole dell’infanzia e alla scuola secondaria di primo grado. Legame imprescindibile quando si parla di scuola, finalizzato al raggiungimento di un’elevata qualità nell’offerta formativa per gli alunni e le famiglie.
«È basilare che l’ambiente sia familiare ed inclusivo – analizza – perché ci è chiaro il fatto che non ci sono “corse” da competere né trofei in palio per nessuno. La didattica, che è innanzi tutto attiva e partecipativa, si costruisce in base alle esigenze della classe e di ogni singolo alunno e alunna che ne fa parte. Difficile trovare una ricetta che vada bene per tutti, proprio perché la diversità di ognuno deve essere valorizzata e non uniformata. È importante sfatare il pregiudizio “del rischio di andare lenti” come se l’obiettivo finale fosse sempre la quantità e non la qualità. Cosa che emerge anche nei colloqui con i genitori, che si lamentano della velocità con cui, a scuola, si affrontano gli argomenti e di quanto poco tempo venga investito per accertarsi che tutti e tutte stiano al passo. Giusto invece promuovere il protagonismo di ogni alunno e alunna al fine di far emergere i loro talenti imparando a metterli in comune. Per fare questo non occorre per forza avere la scuola più grande, più bella o più attrezzata, non sono certo le mura che fanno la scuola, bensì le persone, le loro idee, le loro visioni»
La particolare attenzione alla lingua inglese e l’inserimento costante degli iPad diventano così degli “advice” preziosi in chiave didattica («E’ attivo il corso pomeridiano Cambridge per il potenziamento della lingua inglese»), che lasciano però anche posto alla “fantasia”. «C’è anche la cura nel costruire materiali e strumenti – conferma l’insegnate – per rendere sempre concreti gli apprendimenti, affrontando un percorso attivo di formazione per arricchire la nostra “cassetta degli attrezzi”, perché crediamo sia necessario essere all’altezza delle sfide che ogni giorno dobbiamo affrontare. Questo passa attraverso la progettazione e nella sperimentazione di percorsi didattici innovativi come “classi aperte” o le attività ispirate al piano di lavoro di Freinet. Nello specifico, tutti i progetti presenti nell’Istituto si pongono l’obiettivo di rifondare una pedagogia che miri a far apprendere i saperi, perseguendoli indirettamente grazie a un progetto finalizzato e motivante che si concretizza nelle diverse “tecniche” di vita. E le attività individualizzate sono uno dei modi con cui, in tempi e modalità diverse, si perseguono gli apprendimenti di tutti in un sistema di classe cooperativa, dove l’auto-organizzazione dei ragazzi e il lavoro comunitario a scopo sociale sono alla base del vivere e dell’apprendere insieme».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2024-01-17 11:55:34 da

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