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CATANZARO “L’elevata adesione all’obiezione di coscienza da parte del personale sanitario calabrese rende di fatto difficile e, in molti casi, impossibile l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza nei tempi previsti dalla legge”. È quanto afferma la consigliera regionale del Partito Democratico, Amalia Bruni, in un’interrogazione a risposta scritta indirizzata al presidente della Giunta regionale. Bruni richiama con forza i principi sanciti dalla Legge 194/78, ricordando che “l’articolo 9 garantisce sì il diritto all’obiezione di coscienza, ma obbliga le strutture sanitarie pubbliche ad assicurare comunque il servizio, anche tramite personale non obiettore”. Tuttavia, in Calabria – come si legge nell’atto ispettivo – “si registra una diffusissima adesione all’obiezione di…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-06-11 10:49:51 da Redazione Corriere
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