la catena virtuosa dell’amore che ha salvato la piccola Libra


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È grazie all’amore e alla solidarietà della comunità piacentina che una neonata gravemente malata ha potuto beneficiare di cure di altissimo livello in Italia, trovando volontari, professionisti e istituzioni che hanno restituito a lei e alla sua famiglia una nuova speranza di vita.

Il merito di questo straordinario esempio di umanità – in un ponte virtuoso tra il Kosovo e Piacenza, e che nelle ultime ore ha trovato ampio risalto anche sulla stampa kosovara – va ai medici dell’ospedale Guglielmo da Saliceto, alla comunità di San Giorgio e ai carabinieri. Tutti, ciascuno nel proprio ruolo e al momento giusto, hanno collaborato affinché la piccola potesse giungere in Italia e sottoporsi con successo a due delicatissimi interventi al cuore.

Libra – questo il suon nome – nata con la sindrome di Down in Kosovo nel 2022, aveva ricevuto la diagnosi di una grave malformazione cardiaca. L’unica speranza era un intervento di cardiochirurgia presso un centro specializzato all’estero.

Nel gennaio del 2023 la Turchia aveva interrotto i servizi sanitari al Kosovo a causa di debiti accumulati. Di fronte a questa situazione, i genitori avevano cercato disperatamente opzioni per mandare la bambina in Turchia, arrivando persino a mettere in vendita la propria casa per coprire le spese mediche.

La svolta si è verificata quando i genitori sono entrati in contatto con i carabinieri italiani in servizio Msu in Kosovo, guidati dal generale Ruggiero Capodivento. Questi si sono impegnati con grande sensibilità e attenzione al caso, collaborando con i medici kosovari per ottenere la documentazione necessaria. Il brigadiere piacentino Nicola Lomuscio, assegnato all’epoca in Kosovo alla Msu (attualmente effettivo alla stazione carabinieri di San Giorgio) ha contattato il dottor Ettore Pedretti, specialista in cardiologia pediatrica a Piacenza e presidente dell’associazione Bambino Cardiopatico, per facilitare l’accettazione di Libra presso l’ospedale Guglielmo da Saliceto. La piccola, insieme alla mamma, è stata accolta nel reparto piacentino di pediatria del dottor Giacomo Biasucci.

Da Piacenza, sempre grazie al dottor Pedretti, Libra è stata trasferita all’ospedale Sant’Orsola di Bologna, dove la prima operazione è stata eseguita con successo sotto la supervisione del professor Gaetano Gargiulo. Durante questo periodo, l’intera comunità di San Giorgio si è mobilitata per sostenere la famiglia in quei mesi di preoccupazione: tra loro anche i militi della Pubblica assistenza di San Giorgio e soprattutto il sindaco Donatella Alberoni.

«E’ stato il brigadiere Lomuscio a mettermi a conoscenza della richiesta di aiuto da parte di quella famiglia in Kosovo. Quando io e mio marito abbiamo incontrato per la prima volta la bimba in braccio alla mamma, subito dopo il loro arrivo in aereo, ci si è stretto il cuore – racconta con commozione il primo cittadino di San Giorgio, che ha seguito costantemente tutta la vicenda – Appariva davvero sofferente e in condizioni di salute precarie. La mamma, una ragazza giovane, era visibilmente disorientata. La pubblica assistenza di Piacenza ci ha addirittura messo a disposizione gratuitamente un’ambulanza per il primo trasporto».

«In tanti fin da subito – sottolinea Alberoni – si sono dati da fare molto concretamente per supportare questi due genitori, due gran brave persone che hanno dimostrato di amare infinitamente questa creatura. Basti pensare che il papà di Libra, che è un docente universitario a Pristina, ha percorso a piedi trenta chilometri per raggiungere la sede del battaglione dei carabinieri e chiedere aiuto per la sua bambina». 

«Inizialmente – racconta ancora il sindaco di San Giorgio – grazie anche a un nostro assessore, abbiamo trovato una prima sistemazione abitativa provvisoria, poi nel periodo a Bologna abbiamo incontrato un’associazione di volontariato veramente incredibile. Intanto anche la famiglia del brigadiere Lomuscio si dava da fare per aiutare quella povera mamma nelle faccende di tutti i giorni. Cosi come un grande aiuto è arrivato successivamente anche dalla nostra Pubblica assistenza di San Giorgio».

Nel mese di ottobre 2023, dopo sette mesi dalla prima operazione, Libra è tornata in Italia per il secondo intervento, la complessa operazione Bidirectional Glenn, che è durata circa nove ore. Nonostante le sfide e i rischi, l’operazione è stata un successo, tanto da essere considerata un miracolo dati i limitati margini di successo. Il 30 dicembre scorso, Libra è riuscita a fare ritorno in Kosovo con la sua famiglia, portando la vita nei suoi occhi.

«Io stessa sono mamma, e penso davvero che questa storia abbia umanamente arricchito tutti – conclude Donatella Alberoni – sicuramente ha dato tanto a me e a mio marito. Penso che la solidarietà che noi siamo capaci di generare ci renda grandi, nonostante il momento difficile che tutti stiamo ancora vivendo e le brutte vicende che si leggono spesso sui giornali: dentro di noi c’è ancora qualcosa che ci fa capire di avere fiducia negli altri e nel futuro, anche se a volte è incerto».

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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-01-18 07:00:00 da


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