[ad_1]

ANCONA – La riapertura completa dell’ex Umberto I slitta di minimo 2 anni. La ditta che si stava occupando dei lavori nei settori laterali è infatti fallita. Così adesso, tra l’apertura di un contenzioso e una procedura burocratica, occorrerà attendere circa 24 mesi per vedere completati i locali che accoglieranno l’Hospice e l’Rsa. Altri locali hanno invece passato recentemente il collaudo e quindi potranno aprire in tempi accettabili. A evidenziare il problema è stata oggi in consiglio comunale l’assessore ai Servizi sociali Manuela Caucci, rispondendo a un’interrogazione urgente sul merito posta dalla consigliera Mirella Giangiacomi del Partito Democratico.
«Detto che la competenza non è strettamente del Comune – ha così esordito Caucci -, visto che la proprietà è dell’Ast e dunque della Regione e non nostra del Comune, le notizie le ho per quanto mi è stato riferito proprio ieri dal direttore dei lavori». Ebbene «proprio ieri c’è stato il collaudo del punto Pua e dei Poliambulatori. È andato tutto bene e quindi si procederà ora con la massima sollecitudine». Dopo la pillola dolce ecco purtroppo quella amara: «Invece i lavori della parte laterale, dove vi sono Hospice e Rsa… ecco la ditta che stava eseguendo i lavori risulta essere fallita. Si aprirà dunque un contenzioso. Tuttavia nel giro di un anno e mezzo, forse due, si riuscirà ad andare avanti e ad aprirle. Alcuni posti – aggiunge la delegata del sindaco – dell’hospice come sapete saranno dedicati a noi del Comune. Nel mentre – conclude – per approfondire, le interrogazioni potrebbero essere fatte dai consiglieri regionali alla Regione». Tuttavia «A breve ci sarà la conferenza dei sindaci con il dottor Stroppa e quindi con il sindaco Silvetti metterà in luce questo problema».
Decisamente insoddisfatta della risposta Giangiacomi: «Qualcuno qui sembra soffrire di ‘annuncite’. Penso al dottor Stroppa e alle varie aperture annunciate entro il 2024 dell’Umberto I. So bene che lei assessore non ha nessuna colpa, però le ricordo che tutto questo genera comunque un forte impatto sul settore socio sanitario. Il fatto è di grandissima importanza. L’assessorato deve quindi restare molto attento su ciò che verrà realizzato. Sono quindi molto preoccupata di quale sarà il disegno effettivo riguardante la casa di comunità». Poi, nello specifico, «Su hospice e Rsa stendiamo un velo pietoso. Per fortuna almeno non ha detto che è colpa di quelli di prima o ci saremmo messi a ridere».
Poco dopo la capogruppo Dem Susanni Dini ha chiesto conto, sempre a Caucci, del grave ritardo con cui sono stati stanziati i fondi per la disabilità del 2023, giunti solo pochi giorni fa e in misura ridotta rispetto al passato: «Ogni anno – ha esordito Dini – la domanda per la disabilità gravissima va fatta al Comune. Siccome diverse famiglie mi hanno segnalato che vi sono stati tagli anche di 500 euro sul contributo regionale, io volevo sapere dall’assessore quanti erano i fondi stanziati nel 2023 e 2024, quanto ha contribuito la Regione e se è aumentata la platea o no».
Caucci ha iniziato a rispondere facendo una premessa: «Questi fondi vengono liquidati esclusivamente dalla Regione e arrivano in parte dal Ministero e in parte dalla Regione stessa. Sono liquidati in 2 tranche come fondi per la non autosufficienza. Dopodiché la distribuzione delle somme è una scelta esclusiva della Regione. Il Comune – sottolinea – è semplicemente l’ente che percepisce queste somme e le distribuisce in base a quanto deciso dalla Regione stessa anche in base alla platea». Spazio poi al problema dei ritardi e delle tempistiche: «Le somme vengono di regola liquidate l’anno successivo. Quest’anno La Regione ha inviato la cifra a dicembre inoltrato e, come è noto, il Comune dopo il 15 dicembre non può più compiere atti di pagamento. Per questo motivo la liquidazione delle somme è stata fatta a inizio 2025 e sono stati impegnati oltre 718mila euro. Non so però – ammette – perché sia stato ridotto il fondo. Forse qualcosa è stato spostato nell’ambito degli anziani. La domanda va però posta alla Regione».
Secca la risposta di Dini: «Mi permetta, ma questa sembra la filiera al contrario. Lei non si è nemmeno informata dei perché. Questa è la realtà della situazione».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-01-23 11:57:36 da

0 Comments