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BRUXELLES – L’eurodeputato di Fratelli d’Italia Carlo Ciccioli auspica che la Fondazione Carifac sia dalla parte di Ancona nella vicenda Cariverona, la cui fondazione rischia di ridurre il proprio impegno da Ancona e comuni limitrofi del 90%, passando da oltre 4milioni di euro concessi all’anno per eventi culturali e simili a soli 400mila euro, più un contributo una tantum di 30milioni, ma per tutta la provincia. «Mi aspetto – inizia così il comunicato dello storico esponente della destra anconetana – che la Fondazione Carifac di Fabriano sia alleata di Ancona in questa fase per ottenere più tempo per le trattative con Cariverona e ottenere un accordo equo e giusto che è nell’interesse di tutti, a partire proprio dalla Fondazione Carifac». Questo «non è solo un mio pensiero – aggiunge Ciccioli – visto ciò che è accaduto ieri durante l’Organo di Indirizzo della Fondazione fabrianese, durante il quale tantissime sono state le obiezioni alla ratifica di questo accordo capestro». Anche perché effettivamente «le erogazioni nel territorio di Ancona che oggi si aggirano intorno ai 4milioni di euro annui, destinati in larga parte a cultura e sociale, rischiano in breve tempo di essere ridotti al 10%, cioè a 400mila euro».
Tutto ciò tenuto ben presente che «secondo la bozza di accordo con la Fondazione Carifac, infatti, sarebbe previsto un contributo una tantum di 30milioni di euro da parte di Cariverona che però non sarà destinato solo ad Ancona e comuni limitrofi, bensì potrà essere utilizzato dalla Fondazione Carifac per tutti i Comuni della Provincia. Una scelta senza senso, figlia di una fretta e, forse, anche di un insensato gioco di potere, mi si passi l’affermazione, che sta offuscando il giudizio dato all’accordo dagli amici di Fabriano». Ciccioli ritiene infatti «innegabile che a fronte di un valore delle quote Unicredit accreditate all’ex Cassa di Risparmio di Ancona, stimabili ben oltre i 100milioni di euro, è impensabile accettare una svalutazione così elevata. Non si tratta di una battaglia di campanili, nulla da obiettare sul fatto che siano attori marchigiani a gestire il provocato disimpegno di Cariverona, come qualcuno vorrebbe far credere, ma di un’operazione finanziaria totalmente errata che necessita di essere più equa e per questo c’è bisogno di tempo per negoziare. Mi auguro, quindi che, il 6 maggio prossimo, quando l’Organo di Indirizzo tornerà a riunirsi, ci sia un sussulto di orgoglio marchigiano al fine di arrivare a una valutazione del disimpegno di Cariverona che vada nell’interesse esclusivo della nostra Regione anche da quei soggetti che ieri hanno tentato, invano, di farlo approvare». Carlo Ciccioli conclude così: «Dovrebbero rendersi conto che una larga parte dei soci e dei rappresentanti in seno all’Organo di Indirizzo, hanno pienamente ragione a perseguire l’interesse collettivo e non, magari, personale».
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-04-30 15:17:04 da

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