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VIBO VALENTIA «Battaglia è Battaglia». Raffaele Moscato, pentito appartenente al gruppo dei Piscopisani, aveva sintetizzato così l’elevata caratura criminale di Rosario Battaglia, imputato nel processo Rimpiazzo contro il clan di Piscopio. Una caratura criminale riconosciuta ufficialmente anche dai giudici della Corte d’appello che lo avevano condannato a 28 anni, sentenza ieri confermata e diventata definitiva con la sentenza della Cassazione. Insieme alla sua, altre 13 condanne sono state confermate, mentre 5 sono stati gli annullamenti. Pena immutata per Rosario Battaglia, ritenuto al vertice e copromotore della ‘ndrina che dalla frazione di Vibo ha provato ad espandersi su tutto il territorio provinciale, fronteggiando con la volontà di “rimpiazzarlo” il potente clan Mancuso.
La guerra con i…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-03-19 19:05:07 da Redazione Corriere
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