La mamma che allatta allontanata rappresenta il “familiarmente scorretto…


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L’episodio, di questi giorni, riportato da “Libertà”, verificatosi al Centro Polisportivo di Piacenza, dove una madre è stata allontanata mentre allattava sua figlia a bordo piscina, ha scatenato un acceso dibattito nell’opinione pubblica piacentina. La controversia ha profondamente diviso la comunità, anche tra diverse confessioni religiose, poiché la madre è stata invitata a spostarsi per rispettare le sensibilità religiosa e personale di altri presenti. Abbiamo condotto un fact-checking accurato, ascoltando la versione della madre coinvolta. La signora ha confermato quanto già emerso: sua figlia, abituata all’allattamento materno, ha chiesto il latte mentre erano a bordo piscina. Durante l’allattamento, un responsabile della sicurezza ha chiesto alla madre di spostarsi in un’area meno visibile per evitare controversie, suggerendole l’Area Bar del Centro Polisportivo, nonostante fosse estremamente affollata in quel momento. Questo evento ha sollevato un vivace dibattito tra i genitori, molti dei quali ci hanno contattato tramite il nostro canale WhatsApp per esprimere il loro disappunto. La questione mette in luce le differenze culturali, contrapponendo la pratica del bagno con Hijab, tipico capo di abbigliamento musulmano, all’allattamento di una madre. Non intendiamo, in alcun modo, associare questa contrapposizione a una divisione tra persone e religioni. Al contrario, desideriamo offrire un’analisi approfondita e chiedere un parere obiettivo. Per questo motivo, abbiamo effettuato un sondaggio tra i nostri iscritti, sul canale ufficiale, riguardo all’allattamento in pubblico. La risposta è stata unanime: allattare è una delle azioni più naturali e normali al mondo, che non dovrebbe scandalizzare nessuno. Questa vicenda riflette un cambiamento antropologico sostanziale nella società italiana riguardo alla maternità, alla genitorialità e alla vita nascente. Il Centro Polisportivo di Piacenza è lo specchio di una società che si adegua ai tempi moderni, spesso lontana dalle esigenze e dalle istanze dei 20milioni di padri e madri che portano avanti l’Italia crescendo figli, futuro e speranza della società. Ad esempio, nel medesimo centro è consentito l’ingresso di un maggiorenne con al massimo tre minori, una regola che ha creato non pochi disagi alle famiglie numerose. L’Associazione Famiglie Numerose ha segnalato che molte madri si sono viste fermare all’ingresso e hanno dovuto discutere per poter accedere alla struttura, sentendosi discriminate. In un discorso più ampio ed allargato, questo episodio non fa altro che mettere in luce la disattenzione della nostra società e delle istituzioni nei confronti delle esigenze delle famiglie. Esempio concreto è che Piacenza, secondo un’indagine Istat, risulta fanalino di coda per qualità della vita per bambini in un range di età 0-3 anni, con rette delle mense scolastiche tra le più alte d’Italia, un numero scarso di pediatri, pochi investimenti nella vita nascente e un numero insufficiente di posti negli asili nido. Pertanto, Fattore Famiglia ha voluto mostrare la propria vicinanza alla madre coinvolta, donandole una maglietta dell’associazione e dei buoni da utilizzare in alcuni negozi. Questo gesto simbolico vuole essere un segnale di supporto e solidarietà. La nostra analisi e il dibattito che ne è scaturito mirano a promuovere una riflessione più ampia sulla necessità di creare una nuova antropologia che possa andare al passo dei più fragili e deboli proprio come un bambino che chiede il latte della madre. Ben venga questo episodio allora se scuote la cittadinanza e la società perché ha fatto emergere che il Polisportivo è solo l’ombelico di un mondo politicamente corretto ma familiarmente scorretto.


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www.ilpiacenza.it è stato pubblicato il 2024-07-30 23:27:16 da


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