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Il dado è tratto. Sabato 3 febbraio alle ore 16 si terrà la seduta del consiglio comunale dedicata alla mozione di sfiducia contro il sindaco Rinaldo Melucci. La mozione, come si ricorderà, è stata sottoscritta da tredici consiglieri comunali. Per approvarla, però, di voti ne servono diciassette. Conti alla mano, stando anche ad alcune dichiarazioni pubbliche, sarebbero quindici i consiglieri pronti a votare la mozione nel tentativo di chiudere il Melucci bis e tornare al voto già a giugno.
Restano in bilico due voti.
Allo stato la situazione è la seguente. I tredici consiglieri firmatari della mozione sono: Massimo Battista (Una città per cambiare) e Luigi Abbate (Taranto senza Ilva) – sono i presentatori della mozione – Massimiliano di Cuia (Forza Italia), Giampaolo Vietri e Tiziana Toscano (Fratelli d’Italia), Francesco Battista (Lega), Walter Musillo, Francesco Cosa e Cosimo Festinante (Svolta liberale), Gianni Liviano (Demos), Lucio Lonoce ed Enzo Di Gregorio (Pd), Antonio Lenti (Verdi). A questi tredici consiglieri si aggiungerebbero in aula, con il voto a favore della mozione, Luca Contrario (Una strada diversa) e Mario Odone (Movimento Cinquestelle). Siamo a quota quindici. Per arrivare ai diciassette voti necessari per approvare la mozione servirebbero quindi altri due voti. In queste settimane gli occhi sono stati puntati sul presidente del consiglio comunale, Piero Bitetti, e sulla consigliera Stefania Fornaro, entrambi di Con ma il cui rapporto con il gruppo che fa riferimento a Michele Emiliano, si sarebbe raffreddato parecchio. In particolare, Fornaro sarebbe ormai in rotta di collisione dopo le polemiche seguite alla sua partecipazione a Roma, insieme al sindaco Melucci, ad un incontro col ministro Urso. Una foto che immortala il momento è diventata virale e in qualche modo ha rappresentato un indizio politico.
Appare dunque improbabile che uno dei due voti mancanti possa arrivare da Stefania Fornaro. Né in questo momento si può dare per acquisito il voto di Piero Bitetti. Anzi. Al sindaco non dovrebbe poi mancare il sostegno di Massimiliano Stellato e Carmen Casula (Italia Viva), che hanno appena incassato la presidenza di Kyma Servizi.
I voti per sfiduciare Melucci, dunque, si fermerebbero a quindici. Il sindaco sarebbe in salvo. Anche se ad alimentare l’incertezza penderebbe un incontro a Bari tra Emiliano, i vertici di Con e proprio i due consiglieri Bitetti e Fornaro. Staremo a vedere.
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www.tarantobuonasera.it è stato pubblicato il 2024-01-31 06:00:01 da Enzo Ferrari




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