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Quando Napolitano, dopo aver convinto Silvio Berlusconi a dimettersi, nomina Mario Monti Senatore a vita e poi conferisce a lui l’incarico di formare il governo, un media estero titolò Re Giorgio. Una doppia presidenza, la sua, che ha esteso, pur nel confine Costituzionale, il ruolo del Presidente della Repubblica, unica Istituzione, in quegli anni, a ricevere il gradimento degli italiani, sempre più critici nei confronti delle rappresentanze politiche.
Europeista convinto, fin dai tempi in cui il PCI si colloca in posizione di forte scetticismo con l’Europa. Riformista, anche quando nel PCI era difficile esserlo. Fu lui a caldeggiare la candidatura in Europa di Alterio Spinelli fin dalle prime elezioni del 1979. Iscritto al PCI fin da giovane, Napolitano scopri quegli ideali incontrando un manipolo di “compagni” mentre scriveva di cultura e teatro con loro per un foglio fascista. Dal ruolo di membro del servizio d’ordine del primo congresso comunista della federazione di Napoli, diventa subito dirigente del partito. Allievo di Giorgio Amendola i comunisti Napoletani, sempre sagaci, li differenziarono: Giorgio ‘o sicco era lui e Giorgio ‘o chiattello Amendola. Nei giorni in cui viene ricordato il riformismo di Napolitano i critici ricordano che lui si schierò con l’intervento sovietico in Ungheria e, a differenza di Amendola, anche con quello in Cecoslovacchia. Se ne pentì e lo raccontò in una lunga intervista ad Eugenio Scalfari.
Alla morte di Amendola fonda la sua corrente, quella dei miglioristi. La volontà era quella di traghettare il PCI nel mondo delle socialdemocrazie europee. Nel PCI qualcuno lo bollò come l’Amerikano. E in America ci andò nel 1976 da privato cittadino e poi, grazie alla “presentazione” di Andreotti, nel 1978 per una serie di conferenze nelle più importanti università americane. Per Kissinger Napolitano era l’amico italiano. Collaborò con Berlinguer nella fase del compromesso storico e mantenne sempre vivo il rapporto con i socialisti, anche nei momenti più difficili della segreteria di Bettino Craxi fino allo scontro sul referendum per la scala mobile nel 1985. Presidente della Camera, così come il suo antagonista politico di sempre, Pietro Ingrao. Primo ministro dell’interno Comunista con Romano Prodi, nel 2006 viene eletto presidente della Repubblica solo con i voti del centrosinistra. Con quell’elezione comincia la sua seconda vita politica. Super partes con l’obiettivo principale di lavorare per le riforme necessarie al Paese e assicurare stabilità politica per evitare all’Italia di essere continua preda delle speculazioni finanziarie. E fu un ironia che proprio lui, un ex comunista riportasse la fiducia dei mercati finanziari in Italia dopo la tempesta del 2011. Utilizzò pienamente i poteri conferitegli dalla Carta Costituzionale. Per alcuni la forzò.
Quando in processione le forze politiche, dopo aver bruciato Marini e Prodi, tornarono da lui per convincerlo ad accettare un secondo mandato, accettò per il bene del Paese ma ai partiti gliene disse, nel suo discorso di insediamento, di tutti i colori, se bene con quel garbo istituzionale che si confà ad un aristocratico Presidente della Repubblica incoronato quasi Re. Ebbe come nemici il populismo, specie quello incarnato da Beppe Grillo ed il suo allora neonato movimento. Fu contro il sovranismo che tentava e tenta di minare l’Europa anche se quest’Europa oggi probabilmente la criticherebbe come il suo successore, Sergio Mattarella.
Difese l’Italia dalle intemperanze di Berlusconi a cui non è vero che rifiutò la grazia ma non poteva assegnarla senza una richiesta che mai venne inoltrata alla Presidenza della Repubblica. Se ne è andato a 98 anni e farne un ritratto completo sarebbe davvero complicato.
Tra gli appelli e le dichiarazioni e be parole contro le decessi sul lavoro, per una migliore situazione carceraria e a difesa del pluralismo dell’informazione spronando però anche i giornalisti a svolgere il proprio ruolo. Ha guardato sempre ai giovani, auspicando la formazione di nuove classi dirigenti. “Serve una nuova generazione di leader che abbia visione e coraggio per portare avanti l’integrazione di cui abbiamo assoluto bisogno.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-09-23 12:36:00 da

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