La politica torna a scaldarsi sul prossimo sindaco

La politica torna a scaldarsi sul prossimo sindaco


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Accade spesso così, che una voce emersa in discussioni informali diventi oggetto di dibattito pubblico. A Milano, per poche ore, è stato messo al centro il nome di Mario Calabresi, giornalista ex direttore di Repubblica e oggi di Chora Media, come possibile futuro candidato sindaco della città. Fra l’autunno 2026 e la primavera 2027, Milano sceglierà infatti il successore di Giuseppe Sala, al suo secondo mandato alla guida di una coalizione di centrosinistra.

Proprio Sala è sembrato alimentare questa suggestione, rispondendo alle domande dei giornalisti: ritiene che “Calabresi sia una delle persone di livello che possono iniziare a riscuotere interesse”. Poi il sindaco ha però aggiunto che “sarebbe giusto fare un po’ di scouting per capire se ci sono dei profili civici interessati a fare un lavoro duro come quello del sindaco di Milano”. 

Tanto è bastato, per accendere i riflettori su Calabresi, che però ha subito chiarito di non sentirsi in corsa. “Sono molto onorato della stima che ha per me il sindaco Sala, che ringrazio – ha dichiarato il giornalista -. Ma sono anche molto felice del lavoro che faccio, che mi sono costruito e che mi entusiasma. Sono convinto che a tempo debito verrà trovata la soluzione migliore per garantire a Milano un sindaco all’altezza”. 

Fra meno di due anni, il centrosinistra difenderà la continuità, essendo alla guida di Milano da tre mandati. Uno con Giuliano Pisapia, due con Sala: se ancora non sono chiare le modalità con le quali verrà scelto il candidato sindaco (oltre che il perimetro dell’alleanza), è chiaro che il fronte progressista sta riflettendo su due opzioni. Ossia, tornare a una figura politica (si parla dei Dem Maran e Majorino) o rimanere su una figura civica esterna ai partiti. 

Per il centrodestra, una sfida speculare: l’obiettivo dell’alleanza oggi guidata da Fratelli d’Italia è di evitare la quarta sconfitta consecutiva, tornando a guidare la città come ai tempi di Albertini e Moratti. Qui, il perimetro della coalizione sembra scontato, un po’ meno lo è la titolarità della scelta del candidato sindaco, che di solito spetta al primo partito della coalizione.  Nel 2021 era stato Matteo Salvini a scegliere Luca Bernardo, attuale capogruppo di Forza Italia in Comune, sconfitto al primo turno da Sala. 

“Il centrodestra milanese sta lavorando in modo compatto e sereno – è intervenuto Samuele Piscina, segretario provinciale della Lega –, valutando diverse disponibilità e partendo soprattutto dalla realizzazione di un programma; per noi le idee vengono prima dei nomi”. Concetto ribadito anche da un altro leghista di peso, Attilio Fontana. “Credo che si debba trovare solo e soprattutto una persona capace, una persona che abbia visione – ha detto il presidente della Regione Lombardia -, una persona che sia nelle condizioni di interpretare tutte le necessità di questa città”.

Mancheranno anche due anni alle prossime elezioni Comunali, ma Milano è un trofeo politico troppo importante perché leader e partiti non si preoccupino di preparare per tempo una strategia. Anche perché sarà – comunque vada – un cambio di stagione. Dall’Expo 2015 alle Olimpiadi 2026. 

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2024-10-11 07:08:00 da


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