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“Noi una volta eravamo famosi per esportare la mafia ma adesso, anche grazie a Paolo Borsellino, a Giovanni Falcone e a tantissimi altri che andrebbero citati, siamo famosi perché esportiamo l’antimafia. Noi siamo un modello nel mondo di lotta alla mafia”. Così la premier Giorgia Meloni nella registrazione di ‘Porta a Porta’ in onda su Rai1, nella puntata dedicata alla mafia. “Ci chiamano a collaborare in tutto il mondo, dall’Europa che ci ringrazia spessissimo per i risultati che aiutiamo anche a portare avanti nella lotta alla mafia nelle altri nazioni, fino all’America Latina. La nostra cooperazione con i Paesi dell’America Latina è fondamentalmente e prioritariamente sul tema della lotta alla criminalità organizzata e questo si deve anche al lavoro e all’insegnamento di questi uomini qui, di queste persone”, ha aggiunto.
“Si figuri come siamo messi…”. Ha risposto così, con una battuta, la premier Giorgia Meloni a Bruno Vespa che le ricordava che il settimanale americano “Politico” l’ha indicata come la leader europea più influente.
“Se lo merito non lo possono dire… Ho smentito i pronostici – ha poi spiegato Meloni -, mi si guardava come se fossi un marziano, un mostro, un impresentabile, una persona con cui non si potesse avere a che fare… Dopo un anno tutti hanno imparato a conoscermi: sono una persona pragmatica, che dice le cose in faccia, che cerca di risolvere i problemi, che quando dice sì è sì e quando deve dire no, dice no. Le persone ti rispettano di più di quelli che in privato ti sorridevano sempre e poi cercavano di fregarti”.
“Si diceva che l’Italia sarebbe stata isolata a livello internazionale, che l’economia sarebbe crollata, perso i soldi del Pnrr… invece… Ho smentito i pronostici lavorando, dimostrando che puoi essere credibile e rispettabile dicendo quello che pensi, quello che gli altri non hanno il coraggio di dire” ha concluso.
“Credo di aver fatto a Caivano semplicemente il mio dovere, non è l’unica realtà italiana che vive una condizione di difficoltà, quello che stiamo cercando di fare è dimostrare che si possono combattere le zone franche, in Italia è pieno di zone franche, dove lo Stato si è voltato dall’altra parte, ha indietreggiato”.
“Non sono una persona che si fa intimidire, lo Stato non si deve fare intimidire, se concentriamo per anni risorse ed energie per prevenzione, repressione e ricostruzione, questi territori possono essere dei modelli, se si riesce a fare in un posto si farà anche in altri. Abbiamo iniziato a fare un lavoro certosino. Lo Stato c’è”, ha concluso.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-11-29 22:19:00 da

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