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È cominciata questa mattina in tribunale a Tempio Pausania l’udienza del processo per violenza sessuale di gruppo in cui sono imputati Ciro Grillo, figlio del ideatore del M5S, Beppe, e i tre amici genovesi Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia. In aula la presunta vittima dello stupro per lasciare la propria deposizione ma mentre risponde alle domande del Procuratore di Tempio Pausania, Gregorio Capasso, scoppia a piangere. Il presidente Marco Contu sospende l’udienza. La giovane, che è apparsa molto provata, quando ha ripercorso i primi momenti di quella sera tra il 6 e il 7 luglio del 2019, ha iniziato a singhiozzare e così è stata decisa una breve pausa del processo. La ragazza italo-norvegese è assistita dall’avvocato Giulia Bongiorno e dall’avvocato Dario Romano.
Silvia’(nome di fantasia), aveva conosciuti i ragazzi al Billionaire di Porto Cervo durante una vacanza in Costa Smeralda nel luglio 2019. Il collegio della difesa ha chiesto l’acquisizione dei verbali e la denuncia (videoregistrata) che la ragazza, ora 23enne, presentò una volta rientrata a Milano, diversi giorni dopo i fatti. Ma questa richiesta non preclude il controesame agli avvocati dei quattro accusati. Gli imputati non sono presenti in aula. La ragazza era comparsa il 22 settembre in aula, per la prima volta dall’inizio del processo, accompagnata dai suoi legali Bongiorno e Dario Romano, ma non aveva potuto assistere alla deposizione di ‘Roberta’. La ragazza aveva ripercorso quanto ricordava di quei fatti, rispondendo alle domande dei suoi difensori Vinicio Nardo e Fiammetta Di Stefano, per poi sostenere il controesame del collegio della difesa, proseguito il 23 settembre.
Il giudice rigetta richiesta difesa di rinunciare a deposizione ragazza
Gli avvocati degli imputati nei giorni scorsi si erano detti disponibili, con la presentazione di una istanza, ad acquisire le dichiarazioni di Silvia già agli atti ed evitare così di sentirla in aula: “Abbiamo comunicato alle altre parti – ha spiegato a La Presse Antonella Cuccureddu, avvocata di Edoardo Capitta – che se tutti fossero d’accordo, potremmo acquisire le dichiarazioni che la ragazza ha già reso. Le dichiarazioni della ragazza risalgono al giorno della denuncia, le vennero fatte circa 1400 domande, poi nel 2020 altre centinaia di domande, è normale che il ricordo in quel momento fosse più preciso dell’attuale. Ma il principio del dibattimento è che la prova si forma davanti al giudice e conterà quello che viene detto oggi”. Il tribunale ha però deciso di non tenerne conto e procedere con una normale deposizione, come era già successo con Roberta, l’altra ragazza che accusa i quattro imputati e che ha parlato in aula un mese fa. Respinta anche la proposta dell’avvocata di parte civile, Giulia Bongiorno, di utilizzare un paravento per proteggere la ragazza in aula.
www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-11-07 13:19:00 da

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