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Tre i punti già attivi e altri quattro in arrivo ma ora – spiega il Sindaco di Modena Muzzarelli – servono risposte e soprattutto fondi dal Governo
MODENA – Uno in Polisportiva San Faustino, uno in via Minutara nell’ex punto Covid, uno dietro la Stazione presso la abitazione della Salute “Gian Paolo Vecchi”: sono i nuovi punti infermieristici di comunità, pensati per sostituire in parte i medici di base oberati di pazienti e in parte i Pronto Soccorso cronicamente sovraccarichi.
Un tipo di risposta diverso per una gente che cambia, vive a lungo e dunque presenta problemi e necessità perduranti nel tempo. L’idea è di coprire con Punti Infermieristici anche le comunità più lontane dal centro: il prossimo nascerà a ottobre a Villanova, poi toccherà a Lesignana, Ganaceto, San Pancrazio. Parte del lavoro consisterà nel far capire alla gente dove rivolgersi, con l’aiuto di pediatri e medici di famiglia.
Il sistema sanitario locale “tira la coperta” dove serve, riformulando la propria presenza territoriale nell’attesa che il Governo recepisca il disperato grido d’allarme delle Regioni che chiedono, per la Sanità, quattro miliardi di euro in più all’anno. Ma la risposta, per ora, non convince.
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