«La società è ambiziosa e vuole uscire dall’anonimato, Marconi è pr…

«La società è ambiziosa e vuole uscire dall’anonimato, Marconi è pr…


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«La società è ambiziosa e vuole uscire dall’anonimato, Marconi è pr…

“Lo striscione della curva? Ci è dispiaciuto, ma ne prendiamo atto e non lo critichiamo. Guerini e Gadda? A breve saprete ma il rapporto della società con loro è splendido. Il budget? Quello dell’anno prossimo ci permetterà di potenziare la squadra, mentre per le conferme si sta muovendo lo staff tecnico che ha la nostra più totale fiducia. La società? Puntiamo ad allargarla, per renderla ulteriormente solida, ma Stefano Marconi ha ambizione e voglia di pianificare un salto di qualità che permetta a questa piazza di riprendere il posto che le compete nel calcio nazionale”.

Così parlò Antonio Recchi, in un intervento-fiume ai microfoni di Radio Tua che ha spaziato su più fronti, con l’accento posto in particolar modo sul futuro del Cavaliere Armato, senza indugiare su quelli che sono i risultati sportivi dell’ultimo periodo. La partenza, in questo senso, è proprio dallo striscione – o meglio dagli striscioni – esposti dai tifosi dorici in quel di Civitanova nel derby, con particolare riferimento all’esplicito invito rivolto a Marconi (“O sei all’altezza o fatti da parte: è finita la pazienza!” come riportato dalla pezza).

«Ha fatto male leggerlo – afferma il presidente Recchi – ma è stato lo spunto per fare chiarezza su quella che è l’Ancona oggi e come la immaginiamo in futuro. Ma partendo però dal passato, perché sia chiaro che nessuno, qui, ha parlato di promozione in LegaPro, viste anche le difficoltà incontrate nell’attrezzarci in ritardo rispetto ad altri club. La nostra intenzione è stata sin da subito chiara: fare il passo a seconda della gamba e pianificare una crescita che dovrà riportare il calcio in Ancona nella posizione che la piazza merita, senza né fare proclami né voli pindarici, mantenendo in profilo basso e non navigare nell’anonimato né far passare più all’ambiente giornate come lo è stata quella drammatica dello scorso 4 giugno. Si parlava di play-off? Bene, è ciò che dice ora la nostra classifica, e mi sembra un aspetto non di secondaria importanza anche se qualcuno si è affrettato a bollarli come inutili. Intanto arriviamoci e giochiamoli, e chissà che poi non siano poi così superflui, anche se dipende da noi e non gufiamo certo chi sarà in difficoltà per iscriversi l’anno prossimo».

Un’altro tema è il “Farsi trovare pronti in caso di una – piacevole – necessità” o anche per progettare il salto di categoria. Recchi sgombra il campo dagli equivoci: «Mi sembra che Marconi non si sia tirato indietro quando si è trattato di mettere i 400mila euro in poche ore necessari per varare la Ssc Ancona, questo è un dato di fatto incontrovertibile, e nemmeno per intervenire sul mercato. E mi sembra anche che noi siamo di qui, ci mettiamo la faccia e vengono versati soldi in contanti, non quelli del Monopoli, tanto che abbiamo sempre onorato ogni tipo di impegno ed obbligo nei confronti di tutti, e questo tesserati e staff possono confermarlo aggiungendo anche che non credo che in questa categoria siano tante quelle società che possono vantare tale puntualità. La società va allargata? È quello su cui stiamo lavorando (dopo la fumata nera nella trattativa per un ingresso di TeamSystem in qualità di partner economico ndr), stiamo valutando perché c’è interesse da parte di altre realtà che si affiancherebbero a quelle che già si sostengono: già il prossimo anno nel budget che quest’anno ha sforato il milione e mezzo di euro, comprendendo tutto, ci sarà maggiore margine per il potenziamento della rosa, aspetto di cui parleremo in consiglio. E lo staff tecnico, di cui abbiamo piena fiducia, sta già ragionando sulle riconferme».

Si parla anche di Guerini e Gadda e del futuro societario. «Con loro il rapporto è stratosferico, così come il dg Ancarani e tutti abbiamo sposato con entusiasmo e passione questo progetto, ci confrontiamo su ogni cosa. Marconi, che è molto ambizioso, e tutti noi non vogliamo commettere errori né dare illusioni. L’obiettivo è quello di adoperarci per lasciare al più presto questi palcoscenici, anche perché dal punto di vista imprenditoriale questa categoria è una rimessa e una realtà con il blasone di Ancona non merita di restarci a lungo. Poi certamente ci sarà il campo a decretare la bontà del lavoro svolto ma lo abbiamo detto e lo ripetiamo, è nostra intenzione provarci. Però dispiace a volte sentire questo disfattismo, che secondo me non aiuta: nessuno ha la bacchetta magica, però andrebbe sottolineato che in questa avventura c’è chi lavora con impegno, investe cifre senza gettare fumo negli occhi promettendo mari e monti e adempie agli obblighi presi, e questo a prescindere dalla simpatia o dall’antipatia che personalmente possiamo attirare. Abbiamo delle responsabilità nei confronti della piazza che ha già avuto a che fare con situazioni spiacevoli: noi puntiamo a fare le cose nel modo migliore, pianificando una crescita a tutto tondo, che riguarda anche altri aspetti come ad esempio la questione impianti, che dovrà riportare Ancona nel posto che le compete».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-02-17 22:35:59 da


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