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Un assist al debutto assoluto in Serie A. Una palla per il compagno da spingere dentro al 95′, all’ultima azione. Quella che ha evitato la terza sconfitta consecutiva al Parma. Chissà se Anas Haj Mohamed, in arte Anas, lo aveva sognato così, il debutto. Pronti, via, decisivo in mezz’ora scarsa, per cambiare la partita del Parma e aiutare i suoi a raggiungere il pareggio. Alla fine era tra i più felici, sorridente e soddisfatto di aver fatto quello che Pecchia gli aveva chiesto: giocare fino alla fine e spingere sull’acceleratore. Lui l’ha fatto. Lo fa praticamente da quando ha cominciato a giocare a pallone, nel segno di Neymar Jr. Pretenzioso, il ragazzo. Che intanto si porta il brasiliano come salva schermo del suo Iphone e segue con attenzione la Serie A ancora prima di giocarsi. Anas ha una storia particolare. Cominciata a Gazzolo, frazione di Arcole, appena fuori Verona. La famiglia Haj Mohamed vive li da anni, il signor Taieb ha una piccola azienda che fa caldaie. Ha sposato una donna marocchina che gli ha dato tre figli maschi e una femminuccia. Tutti sportivi. La signorina ha scelto il kick boxing, i ragazzi hanno seguito le orme del signor Taieb, calciatore in patria, a un passo dal professionismo: si è fermato alle giovanili dell’Étoile Sportive du Sahel. Poi ha lasciato perché ha intrapreso la rotta mediterranea: gli piaceva fare l’architetto e ci ha provato. In Italia, da 36 anni, il sogno del pallone l’ha lasciato ai figli. I fratelli di Anas giocano, ma il più alto in grado della famiglia è lui, il 19enne del Parma che si è affacciato in Serie A e che, nel giro di 23 minuti, ha messo insieme un assist, 17 passaggi su altrettanti palloni giocati, 2 duelli vinti, 2 occasioni create. Promosso. Lo era, in realtà, sin da quando aveva quattro anni e mezzo.
Quel pomeriggio con il pallone
Quando, quello che poteva sembrare un pomeriggio normale, si è trasformato nell’ora in cui tutto è iniziato. Sua madre era un’ habitué del giardino dietro al campo sportivo, dove si allenavano i 2003 del Chievo. Ed è da lì che è piovuto il pallone calciato da Anas. In bello stile per un bimbo di 4 anni. Il signor Giancarlo, allenatore in carica di quella nidiata di ragazzi, uscì dal campo per ringraziarlo e per chiedere alla mamma se potesse metterlo dentro. Cominciò, nel segno del giallo e del blu del Chievo, l’avventura di Anas con il pallone. In mezzo, l’esordio con i 2005, i provini e i quattro gol nel derby Under16 con il Verona. Ha sempre giocato con i più grandi Haj Mohamed, è cresciuto così, con il pallone sotto a un braccio e la voglia di diventare calciatore professionista dall’altro. Il suo sogno ha rischiato di non realizzarsi quando il Chievo è fallito.
Il ratto alla Spal
Ma poi sono arrivati Luca Piazzi, responsabile del settore giovanile del Parma, e il Club che lo hanno strappato alla Spal quando era ormai a un passo dalla firma. Un pressing andato a segno. “Giocatore strepitoso – ha spiegato Piazzi a ParmaToday.it -. Lo consigliai pure alla Nazionale”. Ma lui scelse la Tunisia per orgoglio paterno. Poteva diventare calciatore del Marocco Under23, oppure un attaccante dell’Italia Under19. Ha scelto di giocare per la Nazionale maggiore della Tunisia perché quasi provocato dall’ex Managing Director Sport del Parma, Roel Vaeyens. In sede di colloquio, il belga sconsigliò alla famiglia di scegliere la Tunisia perché era un paese piccolo, calcisticamente, non avrebbe avuto visibilità. il signor Taieb se l’è legata al dito. E da lì, mosso dall’impeto e dall’orgoglio, fecero quella scelta.
Debutto con assist
Intanto Fabio Pecchia, che per la crescita dei giovani è sicuramente un modello, se l’è preso sotto la sua ala e, sin dal ritiro, ha coinvolto Anas. Gli è andata bene, con il Lecce. Oltre all’assist, ha giocato una partita da giocatore presente, facendo sentire il suo peso in battaglia nonostante fosse alla prima apparizione. Alla fine ha scambiato la maglia con Hamza Rafia, tunisino come lui, compagno di Nazionale. Un abbraccio e tanti complimenti da parte di tutti. ‘Ananas’, come lo chiamavano da piccolo, ha realizzato uno dei suoi sogni da bambino: quello di esordire in Serie A. Non ha vinto il premio di migliore in campo, quello è toccato a Hainaut, imbeccato da un suo assist meraviglioso al compagno.
Quel premio con i più grandi
Anas, in italiano è la traduzione di compagno… In attesa di alzare al cielo qualche statua Panini (come Hainaut) lucida quella che ha in cameretta. L’ha vinta davanti a Samuele Vignato, al primo anno con il Chievo. Eroe di un torneo durato dalla mattina alla sera: con tante squadre di Serie A a seguire i ragazzi del 2005 di quel gruppo. Qualche anno è passato da quel torneo, adesso Haj Mohamed lotta per i premi più prestigiosi. E non ha paura di giocare con quelli più grandi di lui: dato che ci gioca da quando aveva quattro anni e mezzo.
www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-09-24 07:04:00 da

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