La Thailandia, le maglie di Ajax e Barça, lo skateboard: alle origini di Almqvist

La Thailandia, le maglie di Ajax e Barça, lo skateboard: alle origini di Almqvist


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A calcio, Pontus Almqvist ha cominciato a giocarci per divertimento, come tutti i ragazzini che in testa hanno il sogno di ripercorrere le gesta di chissà quale grande campione. Un giorno si sentiva un giocatore dell’Ajax, un altro si travestiva da attaccante del Barcellona. Queste le prime due maglie del ragazzino biondo platino, sono arrivate tardi. Non le indossava, per paura di sporcarle, quando giocava sulla spiaggia thailandese con la sorella Tove, centrocampista del Djurgården che ha avuto il merito di avvicinare il fratello al pallone.

Thailandia come casa

A Pontus piaceva (e ancora ci va matto) guardare le gare di skateboard, ammirare la precisione dei golfisti e andare in barca. Con i suoi genitori, pilastri nella sua vita trascorsa tra il Mare delle Andamane e il Baltico. Oggi, in barca, ci va con i suoi amici, la sua fidanzata Klara, è rimasto amante dell’acqua, Guzze. O Ponta, come lo chiamano a casa. Il nuovo acquisto del Parma è cresciuto tra il freddo della Svezia e l’afa di Bankog, tra spiagge paradisiache dove ha affinato il tocco. Sarà per questo che in campo mantiene il piede sempre caldo. Figlio di due veterinari, fratello di due calciatrici (anche l’altra, Malin, milita nel Djurgården), ha cominciato a dare del tu al pallone durante un torneo a Stoccolma.

Idoli? Mamma e papà

In un Nike Camp ha stupito tutti a colpi di dribbling e ha convinto il Nyköping, a puntare su di lui. Si era allenato dall’altra parte del mondo (Thailandia), dove entrambi i genitori avevano trovato lavoro con le unità di strada al tempo, per accudire animali in difficoltà e cuccioli abbandonati in strada. La famiglia Almqvist ha portato poi avanti la pratica, fino in Svezia dove sono diventati nel tempo professionisti affermati. Oggi se chiedete a Pontus chi è il suo idolo, lui risponderà in tutta franchezza: “I miei genitori”. E come potrebbe essere altrimenti? Il rapporto con mamma e papà è granitico, in famiglia si mastica calcio. Lui ha cominciato a scorrazzare da attaccante, poi si è messo in mostra come esterno offensivo, affinando le sue capacità di dribblomane.

La sua forza sta nell’uno contro uno. Oggi verrà presentato alla stampa, in quello che è il suo giorno. Ma il battesimo di fuoco al Tardini c’è già stato. L’anno scorso con il Lecce, all’esordio, era andato in gol. Quest’anno ha giocato solo uno scampolo di partita nel debutto con la Fiorentina. Il Parma ha puntato forte su di lui, prelevandolo a titolo definitivo dal Rostóv e facendogli firmare un contratto di tre anni con l’opzione per il quarto. Sarà il numero 11 del Parma per quattro stagioni, nelle quali spera di stupire e divertirsi, proprio come quando ha cominciato a giocare a calcio.  

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www.parmatoday.it è stato pubblicato il 2024-08-22 06:30:00 da


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