[ad_1]
L’AQUILA – “Ad accogliere, 6 novembre alle ore 8.30 sul ponte della Mausonia, e guidare la ditta che avrebbe dovuto procedere alla rimozione del materiale che ha causato l’ostruzione e alla conseguente messa in sicurezza dell’argine, tra campi infangati, sterpaglie e acquitrini ad assistere alle operazioni c’erano il sottoscritto e due residenti della zona. Ma il punto non è solamente questo. Ci vuole un certo ardire nell’affermare che si è intervenuti ‘prontamente’; prontamente rispetto a cosa?”.
Con queste parole il consigliere dell’Aquila Massimo Scimia del gruppo consiliare “Il passo possibile” in merito ai lavori di messa in sicurezza degli argini del fiume Aterno, in risposta al consigliere comunale Alessandro Maccarone (Lega) “che – aggiunge Scimia – titola bene: ‘ finiti i lavori di messa in sicurezza degli argini dell’Aterno’. Mi riserverò di chiedergli se conosce quando sono iniziati e soprattutto in che punto del tratto fluviale”.
“Nel corso del 2020 fu segnalata, al Dipartimento Oopp Governo del Territorio e Politiche Ambientali della Regione Abruzzo e al Servizio Genio Civile Regionale, la situazione di instabilità dell’argine (cedimento di un gabbione di contenimento, erosione anomala dell’argine stesso e presenza di tronchi) e chiesto di intervenire con carattere di urgenza. Nessuno ha mai risposto, nessuno si è mai attivato”.
“Ha risposto, come era prevedibile, la natura nella notte del 17 gennaio 2023 quando, proprio in quel punto segnalato qualche anno prima, l’Aterno è straripato in modo importante creando danni a campi e colture, con l’acqua che è arrivata a lambire alcune abitazioni. Il problema vero però, come troppo spesso accade quando si parla di prevenzione, non risiede nel conoscere i fenomeni ma ignorarli tanto che domenica scorsa il fiume, per l’ennesima volta, ha bussato alle coscienze straripando esattamente nello stesso identico punto”.
“Adesso la domanda lecita è la seguente: c’è sul serio da ringraziare qualcuno oltre i cittadini che si sono adoperati nel tentativo di limitare i danni? Si è dovuto agire in urgenza quando invece era tutto programmabile (ben dal 2020) con il risultato di un’ulteriore esondazione e un dispendio di risorse economiche non indifferente in quanto è stato necessario procedere all’affidamento dei lavori in urgenza e quindi senza gara. La stessa tempestività nel fare proclami a mezzo stampa sarebbe auspicabile nella prevenzione “al fine di garantire la sicurezza delle zone circostanti e la protezione dell’ecosistema fluviale”, conclude il Scimia del gruppo consiliare “Il passo possibile”.
RIPRODUZIONE RISERVATA
Download in PDF©
[ad_2]
Source link

0 Comments