L’AQUILA: STRETTOIA DI MONTICCHIO, PROROGATA CHIUSURA AL 30 NOVEMBRE, ESPLODONO POLEMICHE | Ultime notizie di cronaca Abruzzo

L’AQUILA: STRETTOIA DI MONTICCHIO, PROROGATA CHIUSURA AL 30 NOVEMBRE, ESPLODONO POLEMICHE | Ultime notizie di cronaca Abruzzo


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L’AQUILA  – A distanza di due mesi dalla chiusura della strettoia sulla strada provinciale 36 a Monticchio, frazione dell’Aquila, in direzione di Fossa, tra due palazzi di Monticchio puntellati e inagibili dal terremoto del 2009, una ordinanza del Settore Polizia Municipale ha disposto una proroga della chiusura fino al 30 novembre. La richiesta di un ulteriore mese di rinvio viene dalla ditta che sta eseguendo i lavori di ristrutturazione, “F.lli Ettore e Carlo Barattelli Srl”.

A protestare i consiglieri Comunali de “Il Passo Possibile” Massimo Scimia, Elia Serpetti, Emanuela Iorio, Alessandro Tomassoni ed il Presidente Fabrizio Ciccarelli.

 LA NOTA

Nella mattinata del 2 settembre 2023, a seguito di una segnalazione al Comando dei Vigili Urbani, si è attivata una procedura di urgenza che ha generato la chiusura della SP36 nel tratto che attraversa il centro abitato della frazione.

L’11 settembre, a conclusione di un incontro promosso dal Sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi e che ha visto la partecipazione dell’assessore alla Ricostruzione Privata, Roberto Tinari, dell’assessore alla Viabilità, Laura Cucchiarella, del consigliere comunale Gloria Nardecchia, dei rappresentanti della Soprintendenza, della Provincia, del Comune, dell’aggregato privato interessato e del titolare dell’USRA, Salvatore Provenzano, si garantiva il ripristino della viabilità entro il 30 ottobre.

Due mesi di forti disagi per i residenti, per gli automobilisti dei paesi limitrofi, per gli alunni che frequentano il plesso di Fossa che si sono visti negare il pulmino, rettifiche alle corse AMA, disagi per i bambini che, nella piazzetta oggi invasa dalle macchine, avevano il loro unico punto di incontro.

Lo avevamo dichiarato: “se quellifossero stati i tempi il disagio poteva essere accettabile” ma a vedere lo stato dei luoghi era invece prevedibile uno slittamento della riapertura che, puntualmente, non si è fatto attendere.

La domanda posta sin da subito resta: questo intervento, pur nella sua urgenza ma considerando che la situazione era nota da molto tempo, era forse programmabile così da ridurre i disagi allo stretto necessario?

Scongiurando nuovi proclami, torniamo ad evidenziare che il centro storico del paese non può sostituire una provinciale e non si può rimediare a un pericolo creando le condizioni affinché se degenerino altri, auspichiamo che quella del prossimo 30 novembre sia una data certa e definitiva per la restituzione di quel tratto di viabilità.

 

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