Le mie riflessioni sul Premio Tenco 2024

Le mie riflessioni sul Premio Tenco 2024




Un’ottima edizione, con dei picchi notevoli: Cristicchi e Amara, Edoardo Bennato, Filippo Graziani, Paolo Benvegnù e Setak (ma il livello è stato quasi sempre alto).

source


26 Comments

  1. Perfettamente d' accordo! Però servono anche i canali che spingano sulla qualità. In tv, radio, social, viene proposta merda! Mancano quindi anche la promozione e la diffusione . Io credo che sia forse una cosa voluta perchè la musica colta aiuta a pensare e a creare un pensiero critico, il che non fa comodo alla politica. Bisogna che i giovani siano rincoglioniti!

  2. Discorso egregio!!! Bravo Andrea, anch'io credo che la canzone autoriale sia un'eredità che vada trasmessa alle future generazioni. Io cerco di farlo nel mio piccolo, dovremmo davvero farlo tutti. È Storia della musica, è Poesia e letteratura, sono di diritto cose che andrebbero insegnate a scuola.

  3. A proposito di non rendersi conto di quanto è bravo, ho sentito una volta Samuele Bersani parlare del suo brano "Il pallone" come di un brano minore, nonostante abbia vinto il Premio della Critica a Sanremo e sia un brano molto bello e armonicamente molto complesso.

  4. Alle giovani generazioni normalmente non importa molto dell' eredità lasciataci dai grandi cantautori Italiani;
    I più grandi cantautori italiani non sono riusciti ad imporsi a livello internazionale per via della lingua italiana, però bisogna tenere presente che in Italia si è spesso dato più importanza al testo rispetto alla musica. Se devo valutare un disco di cantautorato italiano devo considerare che al top ho Dylan, Neil Young, Tim Buckley, Nick Drake, Nick Cave, Lisa Germano, Nico, Julia Holter e i nostri devo comunque rapportarli ad artisti di questo calibro;
    Ricevere un premio, una targa dal Club Tenco è quanto di più prestigioso possa aspirare un artista che lavora nel mondo della musica in Italia; però artisti italiani importanti è anche vero che non hanno avuto mai alcun riconoscimento o quasi dal Club Tenco, penso soprattutto a Pino Daniele ma anche ad esempio Renato Zero non è stato mai preso minimamente in considerazione, e allora perché invece di Madame, Ligabue, Marracash, la Nannini ed altri il Club Tenco si è voluto ricordare?;
    I 6 dischi di cantautorato italiano che io preferisco in assoluto e che mi piacerebbe ascoltassero le nuove generazioni: Lucio Dalla, Lucio Dalla (1979); Francesco De Gregori, Bufalo Bill; Fabrizio De Andrè, Tutti morimmo a stento; Pino Daniele, Nero a metà; Ivano Fossati, La pianta del tè; Paolo Conte, Paolo Conte (1984). Sarebbe però quanto meno opportuno ascoltare anche alcuni dischi di Lucio Battisti, Ivan Graziani, Francesco Guccini (Radici) e il periodo sperimentale di Battiato degli anni Settanta (Pollition). E Gaber, Jannacci, Finardi, Tenco. Questo proprio come base.
    Ultima cosa, insieme alla mancanza di interesse verso i grandi cantautori italiani e internazionali, sta finendo nel dimenticatoio la musica classica, il jazz, il blues, il rock del passato prossimo e più remoto: occorre fare il possibile per evitare che tutto ciò accada in via definitiva.
    5:28

  5. Grazie mille Andrea perché ascoltando questo video, mi è tornato in mente il mio lontano 2000 quando a Scuola la mia docente di italiano ci fece leggere, analizzare ed infine sentire '' LA STORIA '' di De Gregori.. Mi vengono ancora i brividi.. 😅😅