Le opere restaurate dopo i vari sismi in mostra alla Mole Vanvitell…

Le opere restaurate dopo i vari sismi in mostra alla Mole Vanvitell…


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ANCONA – Dopo un periodo di attenta e accurata preparazione, apre oggi alla Mole Vanvitelliana di Ancona la mostra ‘Rinascimento marchigiano’ che resterà aperta fino al 15 di giugno. Promossa da Comune di Ancona, Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni, è realizzata con la collaborazione della Soprintendenza Archeologia Belle Arti, Paesaggio delle Province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata e quella delle Province di Ancona e Pesaro e Urbino, con il contributo del Commissario Straordinario alla Ricostruzione Sisma 2016, del ministero della Cultura – Segretariato Regionale del Ministero della Cultura per le Marche, della Regione Marche, dei Comuni di Ascoli Piceno e San Severino Marche e si avvale del patrocinio della Fondazione Marche Cultura e della collaborazione di Marche Teatro. L’organizzazione è a cura di Artifex. Ancona è la terza tappa di questa esposizione, dopo Roma e Ascoli Piceno e prima di San Severino Marche.

Le opere restaurate dopo i vari sismi in mostra alla Mole Vanvitell…Le opere in mostra, tutte restaurate da professionisti marchigiani, sono di notevole interesse dal punto di vista storico artistico e vengono presentate in tre distinte sezioni articolate in ordine cronologico. Nella prima, dedicata alle opere medievali, tra i grandiosi crocifissi lignei spicca quello a rilievo su croce sagomata con cielo blu stellato realizzato per la chiesa paleocristiana dedicata al Santissimo Salvatore di Ancona, oggi Santi Pellegrino e Teresa dopo i rifacimenti settecenteschi, restaurato da Maria Laura Passarini. Il Crocifisso, risalente al XIII secolo, è una delle opere anconetane presenti all’interno dell’esposizione. Questo rientra nella tipologia del Christus Triumphans come quello di Matelica, anch’esso esposto in mostra. La seconda sezione è dedicata alla pittura rinascimentale: oltre alle opere di Carlo Crivelli, Antonio Vivarini, Pietro Alamanno e Cola dell’Amatrice, si segnala la presenza di uno dei capolavori di Lorenzo d’Alessandro, conservato al Museo Piersanti di Matelica ma proveniente dalla scomparsa Chiesa di San Michele Arcangelo. Si tratta della Madonna in trono col Bambino e sant’Anna, San Rocco e San Sebastiano. La tavola, prima dell’attuale intervento di restauro, si presentava in pessimo stato di conservazione con numerosi e vistosi distacchi della pellicola pittorica dal supporto; sul retro essa era inoltre vincolata da un complesso sistema di contenimento a reticolato che è stato rimosso e sostituito. La terza sezione, dedicata alle opere del XVII secolo, conclude il percorso con opere di Ludovico Trasi, Giuseppe Puglia detto il Bastaro e l’olio su tela San Carlo Borromeo in gloria e santi di Cesare Dandini, la seconda anconetana in mostra, proveniente dalla chiesa del Santissimo Sacramento.

La mostra sarà anche l’opportunità per promuovere con i cittadini e con i visitatori l’attività culturale del Comune di Ancona, oltre che il territorio e il turismo. Proprio per questo motivo sono state studiate agevolazioni e pacchetti speciali per l’ingresso. Il biglietto intero è di 8 euro, ma è prevista una riduzione a 5 euro per residenti del Comune di Ancona, studenti universitari, over 65, under 25, possessori di card Feltrinelli, Coop, Marche Teatro, Aci, iscritti al Fai, Italia Nostra Touring Club Italiano e Icom, oltre che per le famiglie con minori al seguito. La riduzione è prevista inoltre per coloro che pranzano in un ristorante di Ancona o hanno soggiornato almeno una notte nelle strutture ricettive marchigiane e anche per i non residenti ad Ancona che visitano la mostra presentati e accompagnati da un residente che diventa ambasciatore della città. Entreranno invece gratis inoltre i ragazzi under 16, i giornalisti muniti di tesserino, le guide turistiche iscritte all’albo nazionale, gli ospiti, per almeno 2 notti, nelle strutture ricettive del comune di Ancona, le persone con disabilità accompagnate. Sono inoltre previsti biglietti speciali e pacchetti di visita integrati mostra-mole a cura di Ancona Servizi. Il venerdì sabato e domenica alle ore 18, su prenotazione e al prezzo di 10 euro, sarà possibile visitare la mostra e il marciaronda della Mole con vista su Ancona, minimo 10 persone. Ci sarà inoltre la possibilità di aperitivo a scelta tra i plant based e calice di vino o spritz al prezzo di 10 euro al The Mole. I visitatori potranno, infine, usufruire della reciprocità di ingresso ridotto tra mostra e Collezione Design del Museo Statale Tattile Omero.

Mostra Rinascimento Marchigiano«Ancona capoluogo delle Marche – afferma Daniele Silvetti, Sindaco della città – accoglie queste opere che provengono per la maggior parte dai luoghi colpiti dal sisma che fanno parte del nostro Appennino e del nostro entroterra. Ancona diventa quindi il naturale baricentro per valorizzare un patrimonio storico-artistico ineguagliabile, non solo porta d’Oriente che si apre da millenni alle culture del mare e dell’altra sponda dell’Adriatico, ma anche porta d’ingresso verso le infinite ricchezze artistiche e del nostro territorio culturale». Per Silvetti inoltre «con la mostra inoltre si apre una nuova stagione per la nostra Mole Vanvitelliana. Sono stati infatti studiati dagli assessorati a Cultura e Turismo speciali agevolazioni per i cittadini residenti e i turisti che soggiornano ad Ancona e nelle Marche e messe a punto tariffe per famiglie e giovani». E proprio per l’assessora alla Cultura Marta Paraventi «si apre una nuova stagione di mostre alla Mole Vanvitelliana caratterizzata da criteri che valorizzeranno, come in tutti i luoghi deputati a questo ruolo, sia le esposizioni in sé, sia il contenitore, sia gli eventi collaterali capaci di garantire un valore aggiunto importante. Per questo – aggiunge – abbiamo pensato anche a una stretta connessione tra la mostra, la Mole che la ospita e che è uno dei segni più connotanti di Luigi Vanvitelli nel Porto di Ancona e i suoi spazi più caratteristici e significativi, come il Museo Statale Tattile Omero, la Collezione Design, ma anche come il The Mole – Caffè letterario che da qualche mese è attivo all’interno di questo contenitore così unico e peculiare». Il presidente del Consiglio comunale Simone Pizzi ha così accolto tutti: «È con profonda emozione e autentico senso di gratitudine che a nome del sindaco Silvetti inauguro questa mostra porgendo il mio saluto a tutti voi, convenuti in questa occasione tanto significativa quanto pregiata per la nostra comunità. La mostra ‘Rinascimento Marchigiano’ – è andato avanti con il suo discorso il presidente – rappresenta un connubio sublime tra arte, memoria e rinascita. Le opere qui esposte, sapientemente restituite alla loro originaria bellezza, non sono soltanto testimonianze di un passato illustre, ma simboli viventi della forza di un territorio che, pur ferito, ha scelto la via della resilienza, della cura e della speranza. Nel solco dei cammini della fede, questa esposizione ci guida in un viaggio interiore e collettivo, in cui ogni tela, ogni scultura, ogni frammento ritrovato diventa voce di una comunità che ha saputo rialzarsi, coltivando la bellezza come strumento di riscatto e rigenerazione. A nome del Consiglio comunale, desidero ringraziare con sincera stima tutti coloro che, con dedizione e competenza, hanno reso possibile questo straordinario progetto. Il vostro lavoro è un dono per la città e per le generazioni future. Auguro a tutti – ha così concluso – una visita capace di nutrire lo sguardo, il pensiero e l’anima».

«Sembrano ormai lontane – scrivono i curatori della mostra Papetti e Moriconi nell’introduzione al catalogo – le drammatiche giornate dei mesi di agosto e di ottobre del 2016, quando nell’entroterra appenninico la terra tremò violentemente mietendo molte vittime, distruggendo interi paesi come Amatrice e Arquata del Tronto, causando il crollo di edifici monumentali patrimonio della civiltà europea, danneggiando molte opere d’arte mobili: danni materiali ed immateriali, determinanti per la disgregazione dell’identità stessa di una vasta area legata al contesto sibillino, che nonostante l’impegno profuso dalle istituzioni ancora devono essere in parte risarciti». Inoltre «a quei danni che tutta la stampa mondiale ha documentato, si aggiungono quelli più recenti prodotti nel novembre del 2022 da una scossa avvenuta nel Mare Adriatico che ha danneggiato una delle chiese più famose della città di Ancona, la chiesa del Santissimo Sacramento, a dimostrazione che il terremoto, in questa regione non risparmia nessuno, né l’entroterra appenninico né la fascia costiera». Così, per cercare di arginare l’effetto di lunga durata prodotto dal sisma, quello che rischia di mandare perduta per sempre l’identità storica, culturale e sociale dei territori colpiti, per la seconda volta Anci Marche e Pio Sodalizio dei Piceni hanno finanziato l’iniziativa ‘Rinascimento Marchigiano’ che già nel 2019 era stata promossa da questi due soggetti. «Le opere selezionate – spiegano ancora Papetti e Moriconi – vengono dai luoghi colpiti dalle scosse telluriche del 2016 e, individuandoli su una cartina geografica, si scopre che la maggior parte di essi si colloca lungo i cammini percorsi dai pellegrini che fino al XIX secolo hanno intrapreso questa pratica espiatoria: non è dunque difficile immaginare che dinnanzi a queste immagini sacre si siano raccolte in preghiera non soltanto le comunità locali ma anche milioni di forestieri mossi dal desiderio di effettuare un percorso interiore salvifico».

Mostra Rinascimento MarchigianoMarco Fioravanti, presidente di Anci Marche: «È molto importante che la mostra, dopo aver fatto tappa ad Ascoli Piceno, prosegua anche ad Ancona nella convinzione che l’arte unisca i territori e contribuisca a rigenerarli. Recuperare parte del ricchissimo patrimonio artistico che rappresenta la storia e la cultura della nostra comunità, valorizzare e promuovere tutti i comuni delle Marche. Anche in questo percorso la nostra Anci regionale ha inteso rappresentare un punto di riferimento restituendo alla comunità e al territorio opere dall’alto valore devozionale e non solo storico-artistico. Intorno a quelle opere può ritrovarsi l’autenticità di una comunità e il coraggio per riprendere un percorso di vita e di socialità così repentinamente e drammaticamente interrotto. La fede è il comune denominatore di queste opere d’arte che rappresentano uno scorcio di sereno sui comuni delle aree colpite dal sisma e contribuire a un nuovo rinascimento marchigiano».

Guido Castelli, commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione sisma: «Ci siamo commossi di fronte alle immagini delle opere d’arte salvate dalle macerie e dalle loro ‘case’ distrutte dal sisma. Ancora più emozionante è poterle ammirare di nuovo oggi grazie all’iniziativa Rinascimento marchigiano. Queste opere raccontano molto più di una comunità: ne custodiscono la storia, l’identità, i passi di migliaia di pellegrini che per secoli hanno attraversato l’Appennino centrale. Ma parlano anche di noi marchigiani, custodi di questo patrimonio unico e da sempre pronti a viaggiare per poi tornare a riabbracciare la nostra terra, spinti da quella che Vito Teti chiama ‘restanza’, l’azione attiva di restare in un luogo e abitarlo. Quest’arte ci appartiene e ci definisce e quindi, per continuare ad abitare davvero questi luoghi, non basta ricostruire case e servizi: è necessario preservarne anche l’anima, di cui il patrimonio culturale è espressione profonda. Per questo, con orgoglio, abbiamo sostenuto questa straordinaria operazione di rinascita. Un ringraziamento va a tutti gli organizzatori della mostra e al presidente Francesco Acquaroli, sempre al fianco di chi lavora per valorizzare il nostro territorio».

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www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2025-04-11 15:37:26 da


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