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LECCE – Il centrodestra è in dirittura d’arrivo per le indicazioni sulle comunali di Bari e Lecce. Gli incontri romani tra i tre leader dei maggiori partiti – Marcello Gemmato per Fdi, Mauro D’Attis per Fi e Roberto Marti per la Lega – sono quasi quotidiani quando le rispettive agende non sono occupate da attività legislative e di governo.
A Bari, allo stato, c’è la disponibilità a guidare la coalizione manifestata dal consigliere regionale salviniano Fabio Romito, rafforzata dal ticket con il senatore meloniano Filippo Melchiorre, attivissimo nel tenere riunioni e presentare candidature per il voto di giugno. Le ipotesi di mettere in campo personalità civiche sono state strada facendo accantonate, nonostante i profili dell’imprenditore Luigi De Santis, dell’ex prefetto Antonella Bellomo e dell’accademico Franco Introna fossero di altissimo profilo.
A Lecce (dopo che alcuni sondaggi hanno rilevato la notevole forza aggregativa della Poli Bortone) ieri si sono inseguite indiscrezioni che portavano ad una accelerazione nell’individuazione del candidato che sfiderà il sindaco uscente progressista Carlo Salvemini. Negli ultimi giorni erano parsi inamovibili i veti della Lega per Paolo Pagliaro e di Fratelli d’Italia per Ugo Lisi. Con questi schemi vigenti, si è fatta strada la possibilità di una intesa su Adriana Poli Bortone, ma ogni decisione definitiva è stata rimandata, anche per avere un coinvolgimento pieno nel passaggio politico anche di Raffaele Fitto, ministro salentino e tra i leader nazionali della destra meloniana.
Nessuno nel centrodestra leccese si sbilancia, ma alcune indiscrezioni indicano la volontà condivisa dai potenziali candidati di mantenere un profilo inclusivo e lavorare per avere una coalizione coesa e compatta, anche grazie al coinvolgimento reciproco, in modo da cogliere in pieno le istanze di cambiamento che sono presenti in città, nonché di indirizzare a destra il dissenso che si è creato intorno alla giunta Salvemini.
A complicare lo scioglimento dei nodi pugliesi c’è soprattutto la tensione tra Lega e Fdi sul terzo mandato, con un emendamento salviniano che ha molto irritato i maggiorenti della destra, a partire dal capogruppo alla Camera Tommaso Foti, mentre questo potenziale sfilacciamento sul dl Elezioni non è guardato di buon occhio da Palazzo Chigi (la discussione del provvedimento riprenderà la prossima settimana). Fratelli d’Italia continua a chiedere spazio nelle prossime candidature per le regioni del Nord, forte dei consensi che posizionano il partito intorno al 30%, con Lega e Fi quotati sotto il 10%. Tutto ruota intorno al futuro del governatore veneto Luca Zaia: la destra vorrebbe che chiudesse la sua stagione apprezzata nella Regione dando spazio ad un suo esponente, con il parlamentare Luca De Carlo in pole, insieme all’assessore regionale Elena Donazzan, una delle figure identitarie di maggior fascino politico.
La ricerca della quadra è prossima. «Con ogni probabilità le riunioni si terranno, con tutta la coalizione, la prossima settimana per l’indicazione di coloro che guideranno il centrodestra nelle due città capoluogo», informa una nota diffusa ieri dai leader dei pariti. Il popolo del centrodestra a Bari e Lecce freme per poter animare un nuovo racconto delle città, distante da quello delle amministrazioni progressiste di Decaro e Salvemini, definiti dalla pasionaria di Fdi Laura De Marzo «narratori di realtà instagrammabili, ma lontani dai veri bisogni dei ceti meno abbienti e delle periferie».
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-02-16 09:23:55 da
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