Lenzuola bagnate per bloccare l’inferno

Lenzuola bagnate per bloccare l’inferno


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Era stato inserito dalla Agenas tra gli otto peggiori ospedali d’Italia, il San Giovanni Evangelista di Tivoli. 

A poco più di un giorno dalla tragedia che ha provocato tre morti, emergono nuovi dettagli circa lo stato di manutenzione del nosocomio situato a pochi km di distanza da Roma est.

La Procura della cittadina, guidata da Francesco Menditto, ha aperto un fascicolo a carico di ignoti per omicidio colposo plurimo e incendio colposo partito, secondo il pm, dall’esterno sul retro della struttura, coinvolgendo i rifiuti stoccati. 

“Nessuno è morto tra le fiamme”, ha spiegato il magistrato. Lunedì è in programma l’autopsia che fornirà ulteriori indicazioni. “Delle tre vittime una era ricoverata in medicina di urgenza e due in medicina generale”, ha aggiunto il procuratore, spiegando che “alcune aree di interesse per le indagini sono state sequestrate”.

Saranno acquisite anche le telecamere per far luce su quanto accaduto. Il rogo, secondo una prima ricostruzione, da fuori si è poi propagato all’interno, interessando il pronto soccorso e invadendo quindi con il fumo le aree dell’ospedale. 

“Abbiamo acquisito numerose immagini dall’impianto di videosorveglianza – ha spiegato il procuratore – da cui abbiamo un quadro chiaro su quanto accaduto e che ci permettono di escludere al momento il dolo”. “La città è ferita. Faremo tutto quanto è necessario per fare chiarezza. L’intervento dei soccorritori è stato tempestivo”.

 “Abbiamo delle ipotesi, abbiamo dato alcune prime notizie per evitare allarmismi ma dateci tempo per lavorare”, ha detto ai microfoni di Rainews 24 Menditto, aggiungendo che “l’incendio è scoppiato alle 23, è stato subito chiamato il 112 ed è intervenuta immediatamente una pattuglia della Polizia, poi si sono aggiunti i Carabinieri e il primo mezzo dei Vigili del fuoco dopo 12 minuti. Tutti, insieme a infermieri, medici e personale, hanno prestato soccorso: è stata una situazione caotica gestita brillantemente“.

Fiamme all'ospedale di Tivoli 9/12/23 Ansa

Fiamme all’ospedale di Tivoli 9/12/23

Le testimonianze 

Ed iniziano ad arrivare anche le prime testimonianze di volontari, parenti e dipendenti. Come quella della direttrice dell’unità di rianimazione, Maria Grazia Angelucci: “Intorno alle 23 abbiamo iniziato a sentire odore di fumo, ma temevo si trattasse di un guasto ai nostri macchinari, magari un piccolo corto circuito. Mi sono affacciata in corridoio e ho visto un fumo nerissimo che si stava diffondendo”.

“Il nostro primo pensiero – ha raccontato al Corriere della Sera – è stato per i pazienti. Ma come potevamo salvarli? Erano sei malati, di cui quattro intubati. Ci siamo barricati all’interno del reparto rianimazione, poi abbiamo messo le lenzuola bagnate a terra sotto le porte in mondo da non far penetrare il fumo. Un incubo, peggiorato quando è andata via la luce”. 

I telefoni non funzionavano, è stato orribile, ci sentivamo in trappola, senza alcuna via di uscita. Ci siamo mossi con le luci di emergenza, per fortuna il gruppo elettrogeno ha retto e non c’è stato problema per i pazienti in ventilazione assistita. Cercavamo di rassicurare i malati svegli, ma anche noi eravamo terrorizzati. Abbiamo solo aspettato e pregato”.

Ho capito della morte di mia madre dalla televisione. Ho sentito alla tv, ‘morta un’anziana di 84 anni’. E ho capito subito, ‘è mamma’. Posso anche capire che in mezzo al trambusto sia saltato tutto, e non siano riusciti ad avvisarci”, è stato il commento della figlia di una delle vittime dell’incendio.

Ci sono poi le parole di Veronica Fortuna che, in un post su fb, ha definito la scorsa come una delle notti più tristi della sua vita. “Un ospedale dovrebbe offrire cure, serenità, assistenza, conforto. Credetemi non è bello vedere gli occhi di un malato che trasmettono la pura paura di morire. Paura che gli sale ancora di più quando ti vedono entrare nelle stanze buie con il casco in testa, il respiratore sulla bocca e la divisa antincendio addosso. Sentire persone che gridano, persone che pregano pensando che quella sia la loro ultima preghiera. Telefoni dei pazienti che squillano perché i loro cari sono in estrema preoccupazione, cercare di rispondere a più chiamate possibili per dare un sospiro di sollievo a chi ha l’anima in pena per il proprio caro ricoverato. Pavimento e pareti che emanano calore – ha raccontato –  Non puoi farti prendere dallo sgomento perché hai interi reparti da svuotare, scendendo e salendo ripetutamente 4/5 piani a piedi, portando pazienti sui lenzuoli adibiti a barelle…Vedere medici e infermieri che cercano di mantenere ordine e signorile pazienza in mezzo al fumo nocivo che ha invaso corridoi e stanze…Abbiamo fatto tutti il possibile. Ci perdonino le anime di chi non siamo riusciti a raggiungere in tempo. Che la terra vi sia lieve”.

 

La riorganizzazione 

Cordoglio, indagini e riorganizzazione perché, oltre ai 163 pazienti evacuati nella immediatezza – tra questi sette bambini, diversi neonati, una donna incinta – la Regione Lazio ha comunicato che i soccorsi di Ares 118 saranno trasportati negli Ospedali di Palestrina e Colleferro in presenza di condizioni a minore impegno assistenziale, nelle altre condizioni saranno centralizzati sul Policlinico Umberto I, sull’Ospedale San Giovanni Addolorata e sull’Ospedale Pertini.

Una struttura, nell’area di Tivoli, sarà predisposta come sede temporanea del Punto di Primo Intervento per eventuali accessi autonomi, dotata di attrezzatura per l’assistenza rianimatoria e la diagnostica di I livello con la presenza permanente di mezzi per il trasporto sanitario assistito da personale medico; la chiusura del Punto Nascita di Tivoli determina l’attivazione della rete perinatale, per cui le gravidanze a rischio saranno centralizzate verso i PN di II livello di riferimento Policlinico Umberto I e Ospedale Gemelli-Isola Tiberina con l’Ospedale San Giovanni Addolorata, che in caso di situazioni di sovraffollamento svolgerà il ruolo di Centro di supporto. 

L’attività del Punto Nascita per le gravidanze non a rischio sarà distribuita presso i PN degli Ospedali dei Castelli, Pertini, Vannini e S. Spirito. Il Coordinamento di Rete di patologia predisporrà un protocollo condiviso tra le strutture coinvolte al fine di garantire la continuità assistenziale, la prossimità e la scelta della donna.

La chiusura del Centro di Cardiologia-Emodinamica-UTIC,  determina la centralizzazione verso il Policlinico Umberto I dell’intera area, comprendente anche gli Ospedali Coniugi Bernardini di Palestrina e Angelucci di Subiaco. In caso di situazioni di sovraffollamento presso il Policlinico Umberto I gli Ospedali San Giovanni Addolorata, Vannini e Pertini assumeranno il ruolo Centro di supporto.

 

Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, attraverso una nota, ha voluto esprimere ieri il suo cordoglio e la sua vicinanza ai parenti e alle persone vicine alle vittime.

 

Le reazioni dei sindacati

“Questa tragica vicenda  indica, ancor di più, che bisogna investire in sicurezza, prevedendo  più uomini, più mezzi e risorse per strutture sensibili come quelle sanitarie. Uomini mezzi e risorse purtroppo  sono  stati, evidentemente, drammaticamente insufficienti”. Con queste parole la Segreteria Regionale del Lazio Sindacato Medici Italiani (SMI) ha espresso la piena solidarietà ai colleghi medici e sanitari dell’ospedale di Tivoli che  “sono stati costretti a fronteggiare questa grave emergenza dell’incendio della struttura: ancora gravi difficoltà per medici e pazienti della nostra regione”.

Oltre ai medici, anche gli infermieri: “La notizia del drammatico rogo dell’ospedale di Tivoli rappresenta uno di quei fatti di cronaca che non vorremmo mai dover commentare. Nelle nostre battaglie, nelle nostre lotte di piazza, abbiamo sempre messo al primo posto la sicurezza dei pazienti e quella dei professionisti della sanità all’interno dei luoghi di cura. Occorre fare chiarezza, e siamo certi che la magistratura farà luce su quanto tragicamente accaduto”. Così Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato infermieri Nursing Up. “Come sindacato nazionale degli infermieri siamo vicini alle famiglie delle vittime – continua – esprimiamo loro il nostro più sentito cordoglio, così come sentiamo di dover rivolgere un plauso a quegli infermieri e a quei medici che, accanto ai soccorritori, hanno rischiato la vita per portare in salvo i pazienti evacuati e in queste ore, come spesso è accaduto in tragiche circostanze come queste, non fanno mancare le proprie competenze e la propria umanità per prendersi cura dei più fragili, che sono stati messi al sicuro in altre strutture della Capitale”.

“Conseguenza dei tagli alla Sanità”

“Con il drammatico incendio di Tivoli la casistica dei decessi ospedalieri si arricchisce di un evento la cui probabilità in un luogo di diagnosi e cura dovrebbe essere pari a zero”. Così in un intervento sulla Stampa, il presidente del Gimbe Nino Cartabellotta . “In tutti i sistemi complessi – aggiunge – possono verificarsi situazioni che portano a eventi anche catastrofici. La presenza dei buchi di per sé non è sufficiente a determinare un evento avverso, che accade solo quando i buchi si trovano perfettamente allineati”.   

“In quest’ottica di sistema – prosegue – la tragedia diTivoli rappresenta solo la punta dell’iceberg di innumerevolirischi latenti che oggi potrebbero causare ovunque eventi catastrofici”. La prima causa è “l’imponente definanziamento: se nel 2010 la spesa sanitaria pubblica pro-capite era pari allamedia dei Paesi europei, nel 2022 abbiamo raggiunto un gap di oltre 830 euro a testa, ovvero circa 48 miliardi”.   Il definanziamento, spiega ancora, “è stato ammortizzato soprattutto dal capitale umano. Infatti, la persistenza del tetto di spesa sul personale sanitario fissato nel 2004 ha prima ridotto la quantità di medici e soprattutto di infermieri, poi li ha progressivamente demotivati”.

“Il Ssn – conclude Cartabellotta – è stato istituito nel 1978 per tutelare un diritto costituzionale.- Il suo progressivo indebolimento, oltre a ledere tale diritto, può generare tragedie come quella di Tivoli”

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www.rainews.it è stato pubblicato il 2023-12-10 10:58:00 da


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