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Ha iniziato 45 anni fa a muoversi tra le trame e i colori dei tappeti persiani. Dapprima lavorando con Mahmood Sadegholvaad, padre del sindaco, e poi in proprio, dal 1986. Ora che di anni ne ha 69, Graziano Lunghi, titolare del negozio Bijar tappeti di via Brighenti, batte in ritirata: “Abbiamo iniziato i saldi di fine stagione e la svendita delle scorte in magazzino, in previsione della chiusura”.
Per l’imprenditore, che negli anni ha aperto anche un secondo negozio, sempre al fianco della moglie Olga Giulianelli, la decisione giunge al termine di una carriera quarantennale, fatta di viaggi in Iran, mostre in giro per l’Italia fino agli inizi del Duemila, nonché collaborazioni di alto livello. Nessuno della sua famiglia, però, ha voluto proseguire sulla scia solcata dall’esperto di tappeti persiani.
“Le mie figlie hanno già imboccato strade differenti – spiega a Today -. Negli anni non si è affacciato nessuno che fosse disposto a investire. E un’attività del genere, con la qualità che offriamo noi, ha ingenti costi di gestione. Per questo abbiamo iniziato a smaltire le scorte”.
Come imprenditore, Lunghi rivela di aver sempre cercato di perfezionarsi, puntando al massimo. “Mentre i tappeti più commerciali li proponevo nel secondo negozio, in quello in via Brighenti mi sono concentrato su prodotti di alta qualità e sull’antiquariato – prosegue -. Ho arredato la fiera di Rimini, grazie al rapporto di stima con il compianto presidente Cagnoni, ma anche la Cassa di risparmio e la Fondazione di Rimini”.
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Nel suo lavoro, per sua stessa ammissione, “sente di essersi fatto molto amare”. A ciò, riconosce, hanno contribuito anche i viaggi in Iran che Lunghi ha organizzato dal 2007 al 2020, fino all’avvento del Covid. Lo scopo? Portare comitive di persone a scoprire da vicino le meraviglie del Paese in cui, per decenni, ha acquistato i suoi tappeti.
“Molti clienti, sapendo della svendita, sono venuti qui dicendomi che hanno le case invase dai miei tappeti – dice a malincuore -. È un dispiacere chiudere, ma non c’è nessuno a cui possa affidare l’attività. Se c’è una cosa che posso dire, però, è di aver amato il mio lavoro con tutto me stesso. E di averlo svolto con passione”.
www.riminitoday.it è stato pubblicato il 2025-01-12 08:03:00 da

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