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Poteva andare meglio, ma sarebbe potuta finire peggio. E così, all’Ancona non resta che accogliere con benevolenza il punto preso nel derby dell’Adriatico contro il Pescara, con la constatazione che nella logica degli episodi che hanno governato il match, la sfortuna avrebbe anche potuto voltare le spalle ed obbligare a fare i conti con un passo falso. Che, a pochi giorni di distanza dalla sfida di Lucca, avrebbe messo i biancorossi in una posizione ancora più scomoda, vista anche la scarsa propensione a reagire adeguatamente messa in mostra nelle ultime settimane.
Il primo tempo è stato incoraggiante, con i biancorossi che hanno tenuto ottimamente testa ad un Pescara che non ha mancato di mettere in mostra tutta la sua pericolosità in fase offensiva, prestando però il fianco alle iniziative della squadra di Colavitto. A cui è giusto tributare il merito di aver approcciato con la giusta tempra alla sfida, tanto da sbloccare subito il punteggio con il preziosismo di Saco sotto porta. Di certo, a raffreddare gli entusiasmi è arrivato non tanto il gol, quanto il modo in cui è maturato, a seguito di una grossa indecisione di Vitali – titolare al posto di un Perucchini obbligato al forfait last minute – su un conclusione forte, ma non certo irresistibile di Cangiano.
Va però detto che il “punto e a capo” messo dall’Ancona, chiamata a ricominciare da capo dopo l’1-1, non è stato solo teorico. Tanto da obbligare Plizzari a mettere due pezze belle grosse per sventare un’inzuccata di Saco destinata a finire sotto la traversa e per negare il gol a Paolucci arrivato a pochi metri dalla rete, più o meno delle stesse dimensioni di quella cucita da Cella che si è sostituito a Vitali per deviare sulla linea il tocco di Cuppone mandato in porta da Merola. L’Ancona più convincente finisce però la benzina dopo un quarto d’ora della ripresa, tra una spaccata di Spagnoli mancata per questione di centimetri su centro di Paolucci e una rete annullata a Saco per evidente posizione di off-side. Ed in una decina di minuti rischia allora di lasciarci le penne, graziata da Cuppone che cincischia da posizione privilegiata, salvata dalla traversa (con la complicità di Vitali stavolta decisivo) sulla deviazione volante di Merola e spaventata dal piazzato di Cangiano sul quale il vice-Perucchini rimedia come può sul suo palo di competenza.
E così, nell’ultima mezz’ora di gara, con gli abruzzesi ad esercitare maggiore possesso palla senza però trovare varchi e le sostituzioni a spezzettare il gioco, da annotare c’è poco o nulla. Il punto che arriva al triplice fischio sortisce l’effetto di muovere la classifica, e torna a conferire all’Ancona sembianze gradevoli già apprezzate nelle prime tre sfide interne della gestione Colavitto. C’è però una classifica con cui bisogna fare i conti: con dieci squadre raggomitolate in sei punti (dall’ottava alla diciassettesima posizione) per trascorrere un sereno Natale il bottino pieno sfuggito col Pescara dovrà per forza arrivare a Lucca. Dove mancheranno Cella e Gatto che saranno appiedati dal giudice sportivo, e dove un pari potrebbe non essere sufficiente per guardare gli specchietti retrovisori senza veder salire la lancetta nel manometro dell’apprensione.
www.anconatoday.it è stato pubblicato il 2023-12-17 23:43:23 da

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