Mafia e arresti a Bari, le carte: «Promettevano pure patenti e posti all’asilo»


[ad_1]

BARI – Le amministrative di Bari del 2019 sarebbero state caratterizzate a vari livelli dalla «deplorevole pratica di mercificare il consenso elettorale». Non ci sono solo i presunti accordi dell’avvocato Giacomo Olivieri con i clan mafiosi della città per «comprare» con buoni benzina, denaro, buoni spesa e promesse di posti di lavoro i voti necessari a far eleggere la moglie Maria Carmen Lorusso (poi in effetti eletta in una lista di centrodestra e dopo passata in maggioranza). Negli atti dell’inchiesta «Posto Fisso» ci sono anche una serie di altre vicende di sospetta corruzione elettorale, «comportamenti messi in atto da chi, pur di assicurarsi una carica politica, – si legge nell’informativa finale della Squadra Mobile – promette favori».

Nel lungo elenco degli indagati ci sono i due fratelli Benito e Mario Visciglia (non raggiunti da misura cautelare), il primo all’epoca consigliere municipale uscente (eletto nel 2014 con la lista Realtà Italia di Olivieri) e di nuovo candidato al Municipio I, il secondo candidato al consiglio comunale. «Sono emerse – dicono gli investigatori – una pluralità di condotte poste in essere da personaggi di conclamato squallore, orbitanti nel sottobosco politico locale, dove ad intercettare voti non sono individualità dotate di competenza e spessore morale orientate al bene comune ma, soprattutto, soggetti deplorevoli ed amorali, il cui unico pensiero è l’asservimento delle risorse pubbliche al tornaconto personale e familiare»…

CONTINUA A LEGGERE SULL’EDIZIONE CARTACEA O SULLA NOSTRA DIGITAL EDITION



[ad_2] Leggi tutto l’articolo Mafia e arresti a Bari, le carte: «Promettevano pure patenti e posti all’asilo»
www.lagazzettadelmezzogiorno.it è stato pubblicato il 2024-03-04 10:12:02 da


0 Comments