“Malati non autosufficienti, la Regione cambi rotta”


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La nota stampa della Fondazione Promozione Sociale Onlus

VERCELLI (16.01.2024 – 17.34)Riceviamo e pubblichiamo

La Fondazione Promozione Sociale si è impegnata nei giorni a cavallo di Capodanno e di inizio 2024 in una serie di interventi su casi di malati cronici non autosufficienti ricoverati per motivi sanitari gravi in Pronto soccorso o in Casa di cura che non possono che destare allarme e suscitare richiesta di intervento urgente all’amministrazione regionale.

Ai consueti disagi delle lunghe attese e dei tempi dilatati per il ricovero in reparto (boarding) si aggiungono per i non autosufficienti concrete prospettive di peggioramento radicale delle loro condizioni cliniche: la totale perdita di orientamento dovuta alla solitudine nella quale sono lasciati (i Dipartimenti di emergenza permettono, in condizioni di sovraffollamento scandaloso, visite di pochi minuti al giorno) e il rischio di piaghe da decubito e patologie correlate all’allettamento prolungato in sistemazioni spesso di fortuna (su barelle o letti non attrezzati per lunghe degenze).

Non di rado i parenti dei malati subiscono episodi di maltrattamento da parte dei sanitari e degli altri operatori ospedalieri, con accuse ingiustificate di inappropriatezza del ricorso al Pronto soccorso e minaccia di dimissioni selvagge senza alcun percorso di continuità terapeutica (fenomeno che provoca frequentissime recidive di ricovero, ma sul quale la Regione non pare avere affidabili dati di monitoraggio). Il percorso post-ospedaliero in Rsa attraverso la Dgr 10/2022 non assicura un’adeguata continuità, perché prevede illegittime «cure a tempo»: 30 giorni a carico del SSN, eventuali ulteriori 30 coperti dal SSN solo al 50%, ma al terzo mese la retta è di fatto a carico delle famiglie (3.000 euro al mese!), perché non c’è mai la convenzione Asl che coprirebbe il 50% della retta a tempo indeterminato, nemmeno per chi è riconosciuto dall’Asl stessa in condizione di urgenza.


Solo i cittadini informati sui diritti dei loro cari malati, ottengono la prosecuzione del ricovero con il pagamento da parte del degente al massimo del 50% della retta, come se avesse già la convenzione e come stabilisce la normativa vigente. Tuttavia, i dati della Dgr 10 (fonte: Regione Piemonte, Asl Città di Torino) dicono che il percorso approntato dalla Regione non funziona: nel 25% dei casi, i malati per cui è avviata la “continuità” delle cure muoiono entro pochi giorni o riaccedono in Pronto Soccorso, un altro 25% rientra a casa senza alcuna reale continuità di intervento di lunga durata domiciliare (sono malati non autosufficienti di cui le istituzioni perdono traccia), il 50% dei casi viene ricoverato in Rsa, degenza che si trasforma in contratto privato al termine del periodo di continuità terapeutica (30-60 giorni), senza intervento dell’Asl per la convenzione.

Si ricorda che Fondazione promozione sociale e le associazioni Alzheimer Piemonte e Amici Parkinsoniani Piemonte hanno…

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www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2024-01-16 17:43:18 da Andrea Borasio


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