Meloni: ‘Era un referendum sulle opposizioni, il risultato è chiaro’ – Notizie

Meloni: ‘Era un referendum sulle opposizioni, il risultato è chiaro’ – Notizie


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L’esito dei referendum è stato “chiaro”, nonostante i tentativi “surreali di mascherarlo”: la sinistra “ha perso” e non è stato affatto un “test sul governo” ma sulle stesse “opposizioni”. Giorgia Meloni prende la parola alla festa per i 25 anni del quotidiano Libero, che – sottolinea – ha reso “più plurale” un mondo dell’informazione che fino a quel momento era dominato da una “marcata egemonia”.

La premier va all’attacco dei partiti che hanno promosso i quesiti su lavoro e cittadinanza e – prosegue -“ci hanno fatto spendere 400 milioni” anche se già sapevano, “come ha detto qualcuno, che il quorum non sarebbe stato raggiunto”. Meloni rimane collegata con la kermesse milanese per una ventina di minuti.

Platea amica che non manca, attraverso il inventore Vittorio Feltri, di esprimerle il suo “innamoramento”. “Sentimenti ricambiati” scherza la presidente del Consiglio che, elencando i “risultati” economici del suo governo cita anche Silvio Berlusconi e quel “milione di posti di lavoro” che erano stati il suo cavallo di battaglia e che sono stati raggiunti “in questi due anni e mezzo di governo”.

Nessun accenno alle tensioni che stanno attraversando la sua maggioranza dal terzo mandato per i governatori – fortemente osteggiato da Forza Italia – alle tasse che, dice lei, bisogna continuare ad “abbassare”. Non entra nei dettagli, mentre i suoi alleati si sfidano tra taglio dell’Irpef e rottamazione delle cartelle, ma ne approfitta per ribadire che la legge sulla cittadinanza “non va cambiata” (altro punto su cui gli azzurri avrebbero una loro proposta).

Anzi, il quesito referendario è stato “una sciocchezza”, solamente “chi vive nei salotti eleganti e frequenta club esclusivi” poteva pensarlo, e “denota anche un certo provincialismo” visto che oramai, è il ragionamento di Meloni, in molti “vivono più di 5 anni in un paese e poi si trasferiscono altrove”. La premier sottolinea che “anche molti di sinistra, più di quanti immaginassi”, hanno bocciato la richiesta di dimezzare i tempi per ottenere la dicitura “italiani” sui documenti. E anzi si dice “molto contenta di essere sulla stessa linea della stragrande maggioranza degli italiani”.”Bisogna avere l’umiltà di tenere conto di quello che pensa la stragrande maggioranza degli italiani”, rinforza il suo ragionamento.

Nella breve intervista c’è il tempo per guardare anche di là dall’Atlantico alle schermaglie tra Donald Trump ed Elon Musk che, secondo Meloni, hanno smontato “un po’ molte delle ricostruzioni che abbiamo sentito in questi mesi, che parlavano di un sodalizio tra la destra politica e il potere tecno-finanziario”. Bene ha fatto il patron di Tesla a scusarsi con il presidente americano, e ancora meglio se tra i due ci fosse una ricomposizione. D’altronde Trump “è coraggioso, schietto, determinato,difende i suoi interessi nazionali. Io mi considero coraggiosa, schietta e determinata e difendo gli interessi nazionali”, elenca senza fare alcun riferimento alla situazione interna americana. Anzi, già dello scontro tra il tycoon e Musk si era premurata di precisare: “intanto mi faccio bastare le dinamiche interne italiane” prima di “commentare quelle degli altri”. Quanto a Usa e Ue l’obiettivo – ribadisce- rimane quello di un “accordo sui dazi vantaggioso per entrambi”.

   

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www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-06-12 20:49:46 da


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