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Dopo l’ennesimo rimbrotto della mamma, è salito al primo piano dell’abitazione di famiglia, ha sfilato dal muro un’ascia ornamentale da boy scout, è sceso e ha colpito più volte al capo la donna che lavorava in smart working. Poi, con la stessa ascia, ha cominciato al colpire il pc della donna.
“Perché hai colpito anche il computer?, gli è stato chiesto durante l’interrogatorio. “Perché parlava”, ha risposto il 21enne Filippo Manni, da ieri sera in carcere per l’omicidio volontario della madre, la 52enne Teresa Sommario, compiuto poche ore prima in via Toscana, a Racale, nel Basso Salento. Il giovane studente universitario alla Sapienza di Roma ha confessato il delitto in quasi un’ora e mezza di interrogatorio dinanzi alla pm Simona Rizzo, che…
www.ansa.it è stato pubblicato il 2025-06-18 17:23:36 da

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