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Albenga. “Leggo senza stupore sulla stampa locale che i migranti ospitati presso l’ex Anfi verranno trasferiti nei prossimi giorni in via Trieste, nei locali dell’ex scuola Redemptoris Mater. E meno male che Riccardo Tomatis aveva rassicurato i cittadini di Albenga circa la provvisorietà del provvedimento di sistemazione dei profughi, che avrebbero dovuto lasciare Vadino a fine ottobre, mentre dalle cronache è evidente che la loro permanenza in città si prolungherà, come avevamo anticipato, ben oltre i termini annunciati dal sindaco”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti.
A seguito dell’accordo raggiunto tra la Prefettura di Savona e la Diocesi albenganese, i 21 profughi attualmente ospitati presso l’ex struttura Anfi verranno ricollocati all’interno dell’ex scuola di via Trieste: “Apprezzo molto il grande senso di umanità dimostrato dal Vescovo di Albenga anche in questa situazione complessa. Personalmente ho più volte evidenziato, nei mesi scorsi, l’assoluta inadeguatezza di quella struttura, priva di un impianto di riscaldamento”.
“Contestualmente – aggiunge il consigliere albenganese – è inevitabile notare che la situazione attuale è il risultato delle azioni poste in essere dal sindaco Tomatis nei mesi scorsi. Attraverso l’operazione presso l’ex Anfi, e la disponibilità offerta senza indugi alla Prefettura insieme al comune di Savona, guarda caso governato dal Partito Democratico, ha inaugurato una nuova fase di accoglienza incondizionata sul nostro territorio”.
I migranti verranno collocati nella nuova sede nei prossimi giorni, al termine delle operazioni di allestimento dei locali dell’ex scuola: “Dispiace notare che ancora una volta il sindaco di Albenga cerchi di sfuggire alle proprie responsabilità – conclude Ciangherotti -. Anche in questa occasione, Tomatis ha voluto sottolineare con enfasi la totale estraneità dell’amministrazione comunale rispetto alle operazioni di trasferimento dei profughi. Un atteggiamento che evidenzia la scarsa attenzione per gli eventi che coinvolgono il comune da lui amministrato (per fortuna, solo per pochi mesi ancora) e smaschera quel profilo di buon samaritano con cui il sindaco cerca in tutti i modi di apparire sui media”.
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