[ad_1]
Albenga. “Appena si introduce uno strumento che mette in risalto il parere diretto dei cittadini, il sindaco di Albenga perde subito la pazienza e inizia a prendersela con tutti. Tira in ballo il governo italiano, attacca la minoranza etichettandola come ‘razzista’ e, infine, pur di uscirne immacolato, cerca di addossare la colpa alla Prefettura, richiamando, con un capolavoro di pilatiana memoria, anche il parere squisitamente tecnico dei vigili del fuoco. Peccato che Riccardo Tomatis dimentichi sempre di essere il sindaco di tutti i cittadini albenganesi, compresi quelli di Vadino. E proprio a loro, nei prossimi giorni, dovrà rendere conto delle proprie azioni nella sede istituzionale più importante”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore ingauno di Forza Italia Eraldo Ciangherotti rispondendo alle parole del sindaco di Albenga con riferimento al nuovo centro di Vadino in cui verranno ospitati alcuni migranti.
L’esponente forzista, insieme a tutto il centrodestra ingauno, ha richiesto la convocazione di un consiglio comunale straordinario: “Le firme che stiamo raccogliendo in queste settimane – spiega Ciangherotti – le porteremo direttamente in consiglio comunale e il sindaco Tomatis dovrà farsene una ragione, anche perché la democrazia prevede la possibilità di contrapporsi alle decisioni prese dalla maggioranza attraverso gli strumenti messi a disposizione della nostra Costituzione. Ieri pomeriggio, con Cristina Porro abbiamo fatto un sopralluogo all’ex Anfi e abbiamo serie perplessità sull’agibilità di quella struttura per ospitare i profughi”.
“Non accetto lezioni di catechismo da Riccardo Tomatis – sottolinea Ciangherotti -. Un sindaco trasformista, che sino all’ultimo ha lasciato i residenti di Vadino all’oscuro di tutto e che accusa pubblicamente il sottoscritto e la consigliera Porro di aver diffuso informazioni false. Se lo abbiamo fatto, perché non ci denuncia? Forse non lo fa perché il sindaco sa bene che ci siamo semplicemente limitati a raccontare la verità ai residenti del quartiere in cui verranno ospitati i migranti. Ovviamente Tomatis non ha gradito che sia stato il sottoscritto a dare notizia dell’arrivo dei profughi ad Albenga. Poteva farlo lui, il sindaco, ma sino all’ultimo ha preferito tenere tutto nascosto, quando la decisione era stata presa già da diverse settimane”.
Ciangherotti, infine, dichiara: “Tomatis ci risparmi anche la parabola del sindaco buon samaritano. Nel suo primo intervento, parlando dell’accoglienza dei profughi ad Albenga, si è dichiarato pronto a compiere un atto di cristianità. Peccato che subito dopo abbia sostenuto di essere stato costretto dal governo, quasi a volersi giustificare con i cittadini. Ma d’altro canto l’atteggiamento polivalente del sindaco è quasi comprensibile: da un lato deve rendere conto al Partito Democratico che lo sostiene, e che con le Ong e i migranti ci va a nozze, dall’altro lato deve toccare con mano alla realtà. Una realtà fatta di firme, di legittime richieste o, se al sindaco non turba la parola, di democrazia”.
[ad_2]
Source link


0 Comments