[ad_1]
Albenga. “Sono venuto a conoscenza di una storia che mi ha colpito molto e che riguarda una minore albenganese, una bambina di due anni, tolta a due giovani genitori (a causa di alcuni litigi tra loro) quando aveva pochi mesi, per essere affidata ad una abitazione famiglia. Da tempo sostengo che il contesto familiare vada sempre aiutato, anche, e soprattutto, in presenza di situazioni particolarmente difficili. Nel caso di specie, inoltre, la nonna si è resa disponibile ad avviare un percorso di rientro della bambina all’interno del nucleo familiare, ma nonostante le ordinanze del Tribunale dei Minorenni di Genova, che più volte ha sollecitato una rapida definizione della questione, la situazione non è cambiata”. Lo dichiara il consigliere comunale e coordinatore albenganese di Forza Italia Eraldo Ciangherotti.
L’esponente forzista ha raccolto la testimonianza di una donna, la nonna della piccola allontanata dal nucleo familiare d’origine, che dal 2021 sta cercando di ottenere l’affidamento della nipote: “Trovo questo caso surreale ed emblematico allo stesso tempo – spiega Ciangherotti -. È surreale che si continui ad ignorare la disponibilità di questa nonna, che indubbiamente rappresenterebbe una soluzione migliore rispetto alla collocazione della minore in una comunità, lontana dalla propria famiglia. Ma è anche una situazione emblematica e che purtroppo riflette la triste realtà di un sistema che, in casi analoghi, non tiene minimamente conto dei sentimenti e del legame che unisce una bambina ai propri affetti“.
“Nel caso di specie – sottolinea il consigliere albenganese -, esiste la possibilità concreta di far gestire la bimba all’interno di un contesto familiare. Se c’è una nonna pronta a prendersi cura della piccola, perché non puntare su di lei? È incredibile che questa donna non sia riuscita ancora oggi a rivedere la nipote, salvo sporadici incontri a marzo di quest’anno, e nonostante si sia offerta sin dal primo istante, anche parlando direttamente con i servizi di competenza, venendo, tuttavia, ignorata e senza alcuna spiegazione. In un Paese come il nostro, sempre pronto a definirsi civilmente avanzato, la negazione di questo diritto naturale non può essere accettata, anche perché incide pesantemente nella sfera dei sentimenti più intimi delle persone“.
Secondo quanto riferito al coordinatore forzista, la nonna della minore ingauna avrebbe denunciato i servizi sociali di riferimento, chiedendo più volte riscontro presso gli uffici comunali: “A livello burocratico – conclude Ciangherotti -, le responsabilità vengono rimbalzate dagli uffici comunali al consultorio passando per Asl2. Ma quello che conta davvero, è che ancora oggi questa bambina risulta privata della presenza di una figura che potrebbe condurre all’avvio di un suo graduale piano di rientro presso la famiglia materna. Ed è assurdo che a distanza di anni non si conoscano ancora i motivi che hanno portato ad ignorare le richieste di questa nonna. Le famiglie vanno sempre aiutate e tenute in considerazione. Non si può, come in questo caso, privare una bambina di due anni della presenza fisica di un componente del nucleo familiare. Su questi temi, che riguardano i sentimenti e gli affetti più importanti per una famiglia, la burocrazia deve farsi da parte e lasciare spazio al buon senso“.
[ad_2]
Source link

0 Comments