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Fatali l’eccessiva velocità e un sorpasso azzardato dell’imputato
VERCELLI (09.01.2024 – 19.02) – Si avvicina il momento della giustizia per i familiari di Mario Tamarindo, il rappresentante di commercio vercellese che ha perso la vita a soli 58 anni in seguito ad un terribile incidente in moto lo scorso 8 luglio sulla Statale 229, nel territorio comunale di Pettenasco, nel Novarese.
A conclusione delle indagini preliminari, il Pubblico Ministero della Procura di Verbania, titolare del relativo procedimento penale, Gianluca Periani, ha chiesto il rinvio a giudizio per l’altro motociclista coinvolto nel sinistro, imputandogli l’esclusiva responsabilità della tragedia: si tratta di M.M., cinquant’anni, di Gozzano (Novara), che dovrà rispondere di omicidio stradale, con la fatale violazione “degli articoli 141, velocità non commisurata in curva, e 143, circolazione contromano in curva, del Codice della Strada” per citare l’atto del magistrato, e “con l’aggravante della recidiva semplice”.
Riscontrando l’istanza, il Gup del Tribunale di Verbania, Rosa Maria Fornelli, ha fissato per il prossimo 10 aprile l’udienza preliminare di un processo dal quale la compagna, il figlio e l’anziana mamma della vittima, affidatisi a Studio3A per essere assistiti, si aspettano risposte.
FATALI L’ECCESSIVA VELOCITA’ E UN SORPASSO AZZARDATO
Come accertato dai carabinieri del Nucleo radiomobile della compagnia di Arona, che hanno effettuato i rilievi, l’imputato, iscritto da subito nel registro degli indagati, verso le 13.15 stava procedendo lungo la SS 229 con direzione da Orta San Giulio verso Omegna in sella alla sua moto Bmw Gs 1200 quando, all’altezza della progressiva chilometrica 49+300, “per colpa consistita nel non regolare adeguatamente la velocità in relazione alle circostanze di luogo (prossimità di una curva destrorsa) e non circolando sulla parte destra della carreggiata e in prossimità del margine destro della medesima, perché impegnato in una manovra di sorpasso di un veicolo che lo precedeva nello stesso senso di marcia, perdeva il controllo del suo mezzo e invadeva l’opposta corsia di marcia dove andava ad impattare con la moto Ducati Streetfighter 1100 condotta da Mario Tamarindo, il quale stava regolarmente procedendo sulla propria corsia di marcia” prosegue il Sostituto procuratore nella sua richiesta di processo.

Quanto meno la consolazione che il loro caro non ha avuto responsabilità alcuna nell’incidente per i congiunti del cinquantottenne che, per essere assistiti, attraverso l’Area manager Piemonte Giancarlo Bertolone, si sono rivolti a Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.
IL DRAMMA DAVANTI AGLI OCCHI DEL FIGLIO
Il resto, purtroppo, è tristemente noto, Tamarindo, a causa del violentissimo impatto con l’altra motocicletta, ha subìto una prima, importante, lesione alla gamba…
www.vercellinotizie.it è stato pubblicato il 2024-01-09 19:10:55 da Andrea Borasio

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