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VIBO VALENTIA «Nel 2005 ho curato la gestione della latitanza di Peppe De Stefano all’interno del villaggio “Garden”. A procurarmi la stanza è stato l’imprenditore Facciolo anche se non sapeva a cosa mi servisse, nel senso che non gli dissi espressamente che il soggetto che doveva occuparla era un latitante, non so se poi lui lo ha intuito. Anche Domenico Bonavota era al corrente di questa latitanza, è stato Giorgio De Stefano chiedermi la cortesia di curare la latitanza di Peppe». È il collaboratore di giustizia Francesco Fortuna (cl. ’80) di Tropea a parlare davanti ai pm della Dda di Catanzaro. Una collaborazione, però, che ha iniziato di fallire subito. «(…) allo stato non sussistono i presupposti per il prosieguo dell’interrogatorio e per la promozione del programma di protezione», scriveva…
www.corrieredellacalabria.it è stato pubblicato il 2025-02-07 19:22:16 da Redazione Corriere
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