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30/01/2024
– Discussa in Aula l’interrogazione del Vicepresidente del Consiglio regionale Andrea Biancani sulla pubblicazione dell’atto aziendale dell’AST Pesaro Urbino, documento fondamentale per capire quali saranno i reparti e i servizi negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie provinciali. Dalla Regione nessuna risposta su tempistiche e futuro dei reparti.
“Stando alla pianificazione post riforma delle AST – spiega Biancani – l’atto aziendale doveva essere approvato a fine 2023, invece sono ancora in discussione le linee guida che i tecnici dovranno seguire per poterlo predisporre”.
“L’Assessore Saltamartini oggi non ha dato nessuna certezza sui tempi di redazione e approvazione degli atti delle nuove aziende sanitarie, né tantomeno ha chiarito tramite quali criteri verrà fatta la razionalizzazione dei reparti, annunciata nelle linee guida, e inevitabile, vista la riduzione delle risorse. L’Assessore ha provato a negare i tagli, ma la Giunta, poco tempo fa, ha approvato una bozza delle linee guida per la stesura degli atti aziendali che parla chiarissimo: le risorse saranno meno e i Direttore delle AST dovranno far fronte ai costi aumentanti mediante le razionalizzazioni, evitando in particolare doppioni e ridondanze dei servizi offerti negli ospedali. Nella nostra provincia questo vuol dire la possibile chiusura di reparti presenti in più di una delle strutture ospedaliere di Pesaro, Fano, Urbino e Pergola, che dopo la riforma del centrodestra sono diventati 4 presidi di un unico ospedale AST 1”.
“Che, a fronte di una carenza di personale e ora di risorse, sarebbe stato necessario razionalizzare i servizi era prevedibile, tanto che la strategia per evitare di danneggiare la sanità territoriale delle arre interne era già stata definita dalla precedente Amministrazione regionale, ovvero la realizzazione di un grande ospedale tra Pesaro e Fano per razionalizzare evitando doppioni sulla costa. La Regione, invece, prima ha cancellato il progetto del nuovo ospedale Pesaro-Fano da oltre 600 posti letto, approvando un ospedale più piccolo per la sola Pesaro non adatto ad accogliere ulteriori reparti, poi ha soppresso l’Azienda ospedaliera Marche Nord e l’ASUR, creando un’unica azienda, la AST, che ora gestisce le 4 strutture ospedaliere, in pratica un ospedale unico con 4 sedi, e tutte le altre strutture sanitarie territoriali. Infine, sta rimandando, da oltre un anno, la stesura dell’atto aziendale, per non dover decidere quali reparti e servizi chiudere e dove; continuando a raccontare ai cittadini che sarebbero riaperti tutti gli ospedali chiusi e che ognuno avrebbe avuto vicino casa ogni tipo di servizio, chiamando ancora “ospedali” strutture come quelle di Sassocorvaro, Fossombrone e Cagli che ospedali non sono, non avendo il Pronto Soccorso. Promesse elettorali che dovranno fare i conti con la realtà quando finalmente si pubblicherà l’atto aziendale. Tanto che, a mio avviso, è ormai chiaro che l’approvazione di tale atto sarà fatta slittare fino a dopo le elezioni amministrative, per evitare che i cittadini si rendano conto che la Regione fino ad oggi ha raccontato una storia diversa dalla realtà e che dovrà ridurre, se non chiudere, diversi reparti e servizi nel territorio. La Regione è già ben consapevole che si dovranno tagliare dei reparti, e per questo la Giunta sta rimandando il più possibile il momento della scelta e della chiarezza verso i cittadini. Mantenere tutti gli attuali servizi è già oggi impossibile, e per non decidere dove e cosa chiudere, la Regione sta spendendo centinaia di migliaia di euro per pagare medici privati a gettone, dimostrando che per mantenere tutti i presidi promessi l’unica soluzione, prima o poi, sarà ricorrere alle privatizzazioni. Stanno emergendo sempre più chiaramente tutti i limiti della nuova organizzazione voluta dalla Regione”.
“L’Atto aziendale – spiega Biancani – dovrà contenere un quadro concreto e certo, non solo di quanti e quali servizi verranno mantenuti, potenziati o eliminati, ma anche di dove verranno erogati e da quale e quanto personale e con quante risorse. In più occasioni, sia durante risposte alle interrogazioni, sia in incontri pubblici, dove si chiedevano chiarimenti su possibili spostamenti o soppressioni di servizi ospedalieri, la Regione ha evitato di rispondere, affermando che le risposte sarebbero state contenute negli atti aziendali. Un esempio è il caso del nuovo ospedale di Pesaro. La Regione ha affermato, in risposta ad una mia interrogazione in Aula e in un Consiglio comunale dedicato, che solo con l’atto aziendale si chiarirà quali reparti saranno mantenuti o potenziati a Pesaro e quali a Fano, essendo stati dichiarati entrambi ospedali di primo livello con specializzazioni di secondo. Lo stesso vale per i reparti di Urbino e Pergola”.
“Anche oggi, con l’interrogazione sottoscritta anche da Micaela Vitri e dal Gruppo PD, abbiamo chiesto delucidazioni sul futuro di alcuni reparti importanti per l’ospedale di Pesaro: Servizi di Pediatria, Ostetricia e Ginecologia, Punto Nascita e Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura. Reparti attualmente presenti sia a Pesaro, sia a Fano, sia a Urbino e per i quali è presumibile, stando alle attuali linee guida, che occorrerà una razionalizzazione. Ovviamente, ancora una volta, non ci è stata data nessuna risposta. Continuiamo ad attendere la pubblicazione dell’Atto aziendale, come tutto il personale e cittadini, che vivono da oltre un anno in un clima di disorientamento e incertezza. Problemi resi sempre più evidenti dall’allungarsi delle liste d’attesa che costringe i cittadini a rivolgersi al privato”.
www.viverepesaro.it è stato pubblicato il 2024-01-30 18:22:12 da

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